Italia e Mondiali, un binomio generazionale

Oggi iniziano i Mondiali in Russia, e forse in questi momenti più che mai da quel maledetto 13 novembre ci accorgiamo cosa voglia dire l’assenza dell’Italia.

di Leonardo Torri
Leonardo Torri
(7 articoli pubblicati)
Italy Walk Around And Press Conference

Questa mattina alzarsi è stata davvero dura. Oggi ho capito davvero che non era solo un lungo incubo, ma la Nazionale non giocherà nemmeno una partita in questi Mondiali russi. 

Però da qui, vorrei tornare indietro alla giornata di ieri, quando una conversazione con un "ometto anziano" mi ha fatto riflettere e capire alcune cose. Era l'ora di pranzo e come solito stavamo guardando la rassegna sportiva di Italia 1, quando tra una spaghettata e l'altra l'occhio si è buttato nel titolo della notizia: "Mondiali, meno 1". Così subito ho esclamato: "Allora come facciamo quest'anno senza Italia?" 

L'anziano con grande freddezza e un po' di malinconia mi ha detto come fosse la seconda volta che gli capitava di non vedere l'Italia ai Mondiali dopo il 1958 e che questa gli dispiacesse molto di più rispetto alla precedente perché si sa, il tempo passa inesorabilmente e così tutto il  suo contorno.

Ho fatto un po' fatica a trovare una risposta, poi però vedendo forse anche il mio imbarazzo mi ha preso la mano, stringendola come in una pressa e facendomi tornare alla mente le edizioni passate: "Ah ti ricordi quello che abbiamo visto assieme nel 2010? Oppure quelle partite guardate in quella torrida estate del 2016?" Immediatamente ho replicato, e vagando tra tutti questi ricordi belli o brutti che siano, abbiamo notato come i prossimi Mondiali siano nel 2022 a dicembre e addirittura nel 2026 nuovamente in estate come da tradizione.

A questo punto ha esclamato: "Chissà se riuscirò a vederli quelli lì, gli anni passano, ormai sono 90, ma forse qualcuno dall'alto vuole così". Questa volta è toccato a me prendergli la mano e quasi rassicurarlo dicendogli che dovunque sia tra 4 o 8 anni un po' esulteremo sempre assieme, proprio come in quella estate del 2006 passata a festeggiare sopra le sue spalle.

E questo è forse quello che mi mancherà più di tutto in questo mese; poter cantare, esultare, criticare le formazioni, le abbuffate a metà primo tempo con gli amici, in un mese che da sempre fa bene all'Italia e agli Italiani, dove si annullano barriere, fedi calcistiche, antipatie, insomma la "magia" del Mondiale. A chi continua a dire che questo è solo un gioco.

Fonte: l'autore Leonardo Torri

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