Io, il 9 luglio 2006, la casa di Sergio e top gun

12 anni fa la nazionale di Lippi trionfo' a Berlino.Per tutti noi resta una notte indimenticabile

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
Final Italy v France - World Cup 2006

Domenica 9 luglio 2006. Sembra una normale calda domenica d'estate ma non e' una giornata come tutte le altre. Gia' al risveglio la mente e' a Berlino, all'Olympiastadion, dove alle ore 20 la nostra nazionale contendera' la coppa del mondo alla Francia.

La giornata scorse via lentamente. Ci si diede tutti appuntamento a quella che fu l'altra protagonista di quell'incredibile mondiale: la casa di Sergio. Gia' perche' da qui partimmo il 12 giugno con il Ghana e qui  dovevamo concludere. E se al match d'esordio eravamo appena pochi intimi, partita dopo partita l'affluenza aumento' fino ad arrivare al sold out della finale.I 60 metri quadri circa dell'abitazione erano gremiti in ogni ordine di piastrella. C'era gente ovunque, sulle sedie, sul divano, per terra, in piedi, in bagno e persino sul balcone. Tutti e tutte volevano assistere alla finale a casa di Sergio, tranne una, la ragazza che due mesi dopo sarebbe diventata mia moglie.Lei sta' al calcio come Maradona sta' alla danza classica. Lei preferi' passare alla storia come una delle pochissime persone, credo 5 o 6 al massimo, che quella sera anziche' la partita guardarono una prima visione assoluta come top gun su canale 5.

Il match comincio'. Tutti in religioso silenzio, ancor di piu' quando dopo pochi minuti Zidane trasformo' l'inesistente rigore con un irriverente cucchiaio che si stampo' dapprima sulla traversa prima di rimbalzare appena al di qua' della linea bianca, quanto basto' pero' per il primo sussulto della serata.Tutti balzammo in piedi mettendo a durissima prova la tenuta della soletta della casa di Sergio, ma ben presto ci sedemmo di nuovo delusi, perche' il gol giustamente fu convalidato. Un' area cupa e pessimista cadde su di noi ma tutti presto riprendemmo vigore convinti che siamo a casa di Sergio e nulla puo' andare storto. L' Italia reagi' subito e 15 minuti dopo arrivo' il pareggio con una zuccata di testa di Materazzi. Tutti in piedi a saltare e ad urlare di gioia e ancora la soletta di Sergio resse l'impatto e non finimmo al piano inferiore.L'aria cupa svani', l'Italia c'era e continuo' a giocare nella meta' campo francese tutto il primo tempo sfiorando il vantaggio con Toni, ma la traversa fermo' il suo colpo di testa a Barthez battuto.

All'intervallo il solito bar sport, i tanti qualificati ct presenti quella sera disquisirono su moduli tattici e tanto altro ma su una cosa eravamo tutti d'accordo: la coppa sarebbe stata nostra. Il secondo tempo scorse via senza particolari emozioni, regno' l'equilibrio. Un solo sussulto, un gol di Toni annullato per fuorigioco.

Tempi supplementari, patema e tensione alle stelle. La Francia prese il controllo del gioco. Tutti temettero che il vantaggio francese fosse solo questioni di minuti. La nostra nazionale arroccata in difesa, Buffon che mette la sua manona su una sassata di testa di Zidane all'altezza del dischetto del rigore.La fine sembrava vicina ma poi successe l'imponderabile. Proprio sua maesta' Zizou da' una capocciata a Materazzi a palla lontana, e venne applicata per la prima volta, in maniera ovviamente non ufficiosa, la moviola in campo visto che nessuno si accorse. Il fuoriclasse francese venne giustamente espulso. Inutile dire i boati che accompagnarono quell'uscita. Non successe piu' nulla e ancora una volta ecco i maledetti rigori, che tanto ci hanno fatto piangere in passato.

Pirlo gol, Wiltord gol, Materazzi gol, Trezeguet traversa e stavolta la palla rimbalza al di qua' della linea bianca, non e' gol e per dirla alla Caressa "eh mica e' sempre natale". Non sbagliera' piu' nessuno da ambo le parti fino ad arrivare all'ultimo tiro. Tocca a Fabio Grosso, e tutti accompagnammo con lo sguardo quel pallone sotto l'incrocio e poi fu il delirio totale.

Campioni del mondo per la quarta volta,una serata che sanciva un cammino incredibile, ma quel mondiale non sara' ricordato solo per le gesta di un gruppo unico ma come il mondiale del "ci vediamo a casa di Sergio a vedere la partita".

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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