Inter: tre vittorie che non significano triplete

La squadra di Spalletti infila tra campionato e Champions tre vittorie in gare non facili, eppure quasi niente pare funzionare

di Luigi Tuveri
Luigi Tuveri
(33 articoli pubblicati)
FC Internazionale v ACF Fiorentina - Ser

Ai tempi del mondo liquido teorizzato da Zygmunt Bauman, può non essere liquido il calcio?

Quindi l'Inter di Spalletti avrà tutto il tempo di migliorare e magari disputare una grande stagione, ma a chi scrive di calcio, a chi lo osserva con onestà intellettuale, non resta che giudicare i fatti e i fatti dicono che nessuna delle tre vittorie dell'Inter, contro Tottenham, Sampdoria e Fiorentina, è luminosa ma viceversa densa di ombre nere e senza azzurro.

I voti che assegnerò riguardano tutto questo inizio di stagione e non solo la gara con la Fiorentina, benedetta tra l'altro da un rigore difficile da ritenere giusto da chi lo ha subito. 

Iniziamo "dal cosa salvare". Come squadra, la grinta e il crederci fino all'ultimo nonostante i preoccupanti limiti di gioco. E questo regala una stella ai giocatori più che all'allenatore al quale, dopo due stagioni, sarebbe lecito chiedere molto di più che delle vittorie "fortunate", conseguite negli attimi finali delle gare.

Brozovic, Asamoah, D'Ambrosio, Skriniar, Handanovic; voto 7.

Soprattutto il croato "epic" è il giocatore che si è preso sulle spalle la squadra. Gli errori che commette (non è Modric), sempre meno tra l'altro, sono dovuti più che altro ai movimenti sbagliati dei compagni.

E ora cosa non va. Come squadra, quasi tutto. Incapace di effettuare un minimo possesso palla, spesso troppo lunga, reparti distanti tra loro (pare di vedere una squadra anni '80), difesa che facilmente si fa prendere in contropiede (la Fiorentina poteva fare 4 gol), ali che si lanciano in duelli infiniti coi terzini avversari, centrocampisti (Brozovic a parte) incapaci di proporre una minima azione d'attacco utile, centravanti isolato in mezzo all'area (non per niente il gol di ieri è nato da una triangolazione stretta e grazie alla proiezione offensiva del terzino). La manovra rallenta quando dovrebbe farsi rapida e corre quando dovrebbe rallentare. Ci sono limiti tecnici dei giocatori, vero, ma molti di questi giocatori se inseriti in un contesto funzionale farebbero bene, quindi che molte colpe risiedano nel manico è palese. Tre vittorie possono voler dire "zero" se non ci sarà un cambio radicale nel modo di stare in campo. Ci vuole poco per naufragare e l'Inter "after 2010" questa storia l'ha già vissuta tante volte.

Vrsaijko, Dalbert, Borja V., J.Mario, Lautaro: ottimi per "chi l'ha visto?"

De Vrij e Miranda: 5. Incapaci di fare reparto con Skriniar. Miranda fa anche troppi falli.

Gagliardini: 2. Imbarazzante. Falloso e incapace in impostazione. Ricordo qualche suo tiro a rete da gara tra scapoli e ammogliati.

Vecino: 5. Da quali particolari si giudica un giocatore? Gran gol col Tottenham e poi sequele di errori.

Candreva: 4. Non azzecca un cross, perde palla da solo, gioca da solo, ricorda Pasinato.

Nainggolan: 4. Fuori forma, errori a non finire (il gol di Chiesa parte da una sua palla persa, "sanguinosa" si dice, in ripartenza).

Perisic: 5,5. Non sufficiente. Da un vice campione del mondo si pretende il 100% e non il 10%.

Icardi: 4. Fuori forma. S'è allenato durante l'estate? Gran gol col Tottenham, importante e bello! Assente però in quasi tutte le partite che ha giocato.

Politano: 5,5. Si sta perdendo nel marasma tattico di Spalletti. Peccato, in una squadra con un senso farebbe bene.

Keita Balde: 2. Imbarazzante. Mi chiedo ancora chi lo abbia voluto all'Inter. Gabigol giocava meglio.

Spalletti: voto 4. Frustrato. Lo testimonia l'urlo sguaiato alla fine di Inter-Sampdoria e la squalifica (poi annullata). La sensazione è che sia una pentola a pressione pronta a esplodere e che il brodo, dentro, sia già bruciato da tempo.

Il calcio è liquido. Domenica prossima, anzi sabato alle 20.30, il Cagliari si presenta come una delle squadre più facile da affrontare, anche se Spalletti, nelle conferenze stampa prima della gara, dirà che il Cagliari è forte come il Real Madrid.

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Fonte: l'autore Luigi Tuveri

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