Instagram, Facebook, Twitter: non mi piace il calcio dei “mi piace”

Il calcio all'epoca dei social network. Delle potenziali armi in mano a calciatori e club, come regolare il loro utilizzo?

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
Social e Icardi

Al giorno d’oggi una grande squadra deve avere dei profili social ben gestiti e con molti “followers”. È un requisito importante a livello di immagine del club, e anche a livello economico. Le presentazioni dei calciatori appena acquistati diventano sempre più elaborate e virali nella rete. Le squadre sui social condividono i propri comunicati ufficiali, le convocazioni per la partita successiva e le formazioni ufficiali. Si entra dentro il dietro le quinte del calcio con foto e video di allenamenti. I social sono un modo per avvicinare i tifosi lontani, permettendo loro di “seguire” la propria squadra quotidianamente sui social, data la loro impossibilità nel “seguirla" allo stadio. Quando è arrivato Cristiano Ronaldo alla Juventus si è parlato molto del suo apporto social per il club: CR7 ha un proprio brand, ha i propri tifosi che lo seguono ovunque vada, "semplicemente" per essere il giocatore più forte al mondo (o tra i migliori). Il portoghese attualmente sul proprio profilo Instagram ha 157 milioni di follower, la squadra per cui gioca ne ha 23 milioni ed è nettamente il club italiano con più successo sul social network (oltre che sul campo). Le altre big italiane si aggirano su 1.5 e 2.5 milioni di seguaci, con il Milan che prova ad avvicinarsi alla Juve raggiungendo quota 5.5 milioni. Non sono solo numeri, sono persone, sono soldi che vanno dentro le casse societarie.

Avere un profilo Instagram ben curato è importante anche per i calciatori, almeno quelli che tengono maggiormente alla propria immagine e collaborano con vari brand per pubblicità. Alcuni di essi si affidano a degli specialisti per mantenere ben curato il loro look nei social: veri e propri professionisti del settore. Altri calciatori sui social appaiono poco o nulla, mantengono la propria privacy. Ne è un esempio il nuovo capitano dell’Inter Handanovic: “chi ha mai visto sua moglie?”. I social, se usati in modo errato o senza alcun filtro, possono recare gravi danni al calciatore e al club. Uno dei motivi che ha spinto la Roma a cedere Nainggolan è la famosa diretta Instagram di Capodanno, nella quale il belga si riprendeva mentre era palesemente ubriaco e bestemmiava “in diretta mondiale”. 

La questione Icardi-Inter sta continuando ad andare avanti a colpi di messaggi social. Tutto è partito dal tweet con il quale la società comunicava il passaggio della fascia da capitano dall'argentino al portiere sloveno. Poi i messaggi criptici di Wanda Nara, l’apparente silenzio del numero 9 e poi quella lettera auto-celebrativa in cui proclamava il suo amore (o amore ormai finito) per l’Inter. Tutto studiato a tavolino secondo una logica che puntava ad attirare l’attenzione sulla famiglia Icardi. I coniugi Icardi non sono nuovi a certe strategie social: l’obbiettivo finale è sempre stato quello di arrivare al rinnovo di contratto con cospicuo aumento dell’ingaggio.

All'interno della "polveriera" Inter basta un singolo like per gridare allo scandalo e lanciare notizie su fantomatiche trattative già avviate. I like e i follow alla Juventus, a Chiellini, a Cancelo e poi al Real Madrid. Prima ancora le voci sul Napoli e molte altre voci fondate sul nulla. Se Icardi mette un like a Cancelo non può forse essere dovuto al fatto che fino a pochi mesi fa erano compagni di squadra? Quando un club affronta delle situazioni così delicate, come quelle con cui si sta confrontando l’Inter, è necessario un intervento per prendere in mano la situazione. Andrea Ranocchia in un'intervista aveva parlato del suo rapporto con i social e di quello di tutta la squadra: "Abbiamo regole di spogliatoio per come comportarsi con i social e con i giornali. Facendo parte dell'Inter è tutto più amplificato. Qualsiasi cosa scrivi nei social viene amplificata, vengono creati dei casi su dei like. Adesso ci si attacca a tutto per far notizia".  Se un club ha delle regole così, bisognerebbe forse farle rispettare anche alle mogli-agenti come la Nara? Evitiamo casi di Calciomercato a prima Insta.

Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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