Immigrati e integrazione: l’evoluzione del calcio negli USA (2ª parte)

Continua il nostro reportage sulla crescita del soccer. Parliamo di multiculturalismo e integrazione con una fan, Lisa, e il coach scolastico Herminio Furtado

di Gianluca Caporlingua
Gianluca Caporlingua
(21 articoli pubblicati)
I calciatori del Brockton High

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei progressi del movimento calcistico americano. In questa seconda parte, il reportage si concentra sul multiculturalismo e le opportunità di integrazione che il calcio garantisce a molti giovani negli Stati Uniti, partendo dalla storia dei calciatori del liceo Brockton High, squadra campione dello stato del Massachusetts.

Il calcio negli USA è in costante crescita ma vi sono ancora degli importanti ostacoli alla sua completa evoluzione. Coach Herminio Furtado, allenatore della squadra del liceo di Brockton, li identifica principalmente nel fenomeno del pay for play (il dover pagare per giocare a calcio) e nella scarsa partecipazione degli afroamericani  e, in generale, dei bambini dei grandi centri urbani, dove le famiglie meno abbienti non possono permettersi i costi necessari per poter praticare il calcio e dove spesso non ci sono sufficienti strutture adatte a questo sport. Questo rende il calcio più praticabile nelle aree periferiche, dove si trovano maggiori spazi a disposizione. E proprio qui si concentrano molti immigrati, i quali possono apportare - avendolo acquisito gratuitamente nei propri Paesi d'origine - un livello tecnico che i propri coetanei americani possono raggiungere solo spendendo migliaia di dollari nelle scuole calcio.

A conferma di ciò, basterebbe soffermarsi sul roster multiculturale dei ventotto giocatori del Brockton High: due brasiliani, due haitiani, un honduregno, un americano e ben ventidue capoverdiani.

Il bomber è Leonardo Teixeira, autore di 31 gol alla sua prima stagione. Teixeira ha lasciato il suo Paese meno di un anno fa per andare negli Stati Uniti in cerca di fortuna insieme alla sorella e al padre. E le premesse perché possa trovarla nel pallone sembrano esserci tutte, dato che oggi è già uno dei leader della squadra. Il compagno con cui condivide gol e assist si chiama Jonathan Rodrigues, cresciuto nella cittadina del Massachusetts ma anche lui figlio di immigrati di Capo Verde. Entrambi sono stati protagonisti della finale del torneo statale Division 1, vinta lo scorso 18 novembre per 5-3 contro Longmeadow. Il primo successo della storia calcistica di Brockton è arrivato in rimonta da un passivo di 0-2, ribaltato proprio da Teixeira (autore di una tripletta) e Rodrigues.

Poi c’è Mario Mendoza, un ragazzino di origine honduregna, scoperto dall'allenatore Furtado durante una partita di calcio a 5. La storia di Mendoza è esemplificativa del valore sociale che il calcio può avere per i giovani anche in America. Il ragazzo, orfano di entrambi i genitori, era emigrato da poco dall'Honduras e non andava neanche a scuola. L'allenatore, vedendo in lui un potenziale da futuro professionista, lo convinse a iscriversi e a giocare così per la squadra di calcio del Brockton High.

“Brockton si fregia della nomea di ‘città dei campioni’ – aggiunge Lisama ha anche una reputazione negativa, per cui quando una squadra o un atleta locale vincono, lo celebriamo con grande orgoglio perché vogliamo sottolineare che siamo capaci di fare delle cose straordinarie traendo il meglio dai nostri ragazzi. Longmeadow, la squadra che hanno battuto in finale, per esempio, è una città molto agiata nel Massachusetts , al confine con il Connecticut. È lecito ritenere che i ragazzi cresciuti lì non abbiano affrontato le stesse difficoltà dei nostri calciatori”.

Una delle cose più apprezzabili è il fair-play e l’atteggiamento con cui i ragazzi di Brockton affrontano ogni match. Dopo la vittoria del campionato, per esempio, un altro riconoscimento – forse addirittura più grande – è arrivato dagli avversari incontrati durante la cavalcata verso il titolo. Sui giornali sono state pubblicate alcune lettere scritte alla scuola dai genitori degli avversari battuti in cui veniva lodata la sportività dei ragazzi di Furtado e la sincera gentilezza mostrata nel consolare gli sconfitti. “Sono cose come questa che mi rendono fiera di essere di Brockton!”, chiosa Lisa.

Brockton High campione del Massachusetts
Fonte: l'autore Gianluca Caporlingua

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