Il Toro esce a testa alta da Anfield

Sconfitto 3 a 1 dal Liverpool, mazzarri può consolarsi con i gol di Belotti e un Sirigu davvero in forma

di Giuseppe Corraine
Giuseppe Corraine
(21 articoli pubblicati)

Il Toro esce sconfitto dall'amichevole di Anfield contro i reds, ma mister Mazzarri può consolarsi con una prestazione maiuscola dei suoi che escono dal campo a testa alta.

Amichevole di lusso per due squadre con obiettivi diversi, ma che inizieranno la stagione fra meno di una decina di giorni, (gli inglesi in premier contro il West Ham, mentre i granata in Coppa Italia contro il Cosenza) e quindi determinate più che mai a dimostrare il loro valore sul campo.

Sono i padroni di casa a dominare sul campo grazie al tridente formato da Salah, Mane e Firmino, che già la scorsa stagione aveva fatto male a diverse squadre a mettere subito in difficoltà la difesa granata che viene salvata per due volte da Nkoulou capace addirittura in avvio di match, di un ardito dribbling ai danni dell'egiziano che ha esaltato i 500 tifosi venuti per tifare il Toro e che hanno fatto sentire la loro voce a tutto lo stadio.

Pochi minuti dopo il Liverpool guadagna un rigore, a mio parere piuttosto generoso, fischiato per fallo in area di Bremer su Mane: ma Fabinho dagli undici metri tira a lato;  ma il gol non tarda ad arrivare con Firmino che segna un fantastico gol dopo aver fatto impazzire Bremer e De Silvestri, su un assist al bacio di Salah.

Pochi minuti dopo invece è Sirigu a salvare il risultato da un insidioso tiro rasoterra di Arnold, ma pochi minuti dopo ecco il raddoppio dei reds con Wijnaldum servito da firmino con un filtrante che ha beccato impreparata la difesa torinista e che consolida come l'attacco del liverpool sia uno dei migliori d'europa e con un toro che seppur tenendo ben il campo si trova spesso in difficoltà.

Dopo un inizio simile sarebbe normale pensare a un goleada, e in effetti i padroni di casa ci provano ma Sirigu, fra i migliori in campo, chiude la porta e tiene il risultato in salvo, mentre al 31° ci pensa il gallo Belotti ad accorciare su cross di De Silvestri, spinto dai cori granata e dei tifosi presenti insacca alle spalle di Alisson il gol che dimezza lo svantaggio del Liverpool facendo gioire Mazzarri e non solo.

Nel finale del primo tempo il Liverpool va vicino al 3 a 1, ma Sirigu su Wijnaldum e poi Berenguer su Alexander Arnold salvano la porta.

Nella ripresa il Toro si dimostra con più carattere e pericoloso, sopratutto con Belotti i cui colpi di testa però sono imprecisi, mentre per i padroni di casa girandola di cambi, ma che non cambiano il copione del match: con un Liverpool superiore in attacco e sempre pericoloso: prima con Ings il cui tiro di sinistro si spegne di molto a lato; e poi con Sturridge il cui tiro centrale viene respinto da un Sirigu sempre attento.

Il portiere azzurro sarà decisivo anche al 61° smorzando la conclusione di sempre di Ings che viene poi respinta sulla linea da Izzo, fin qui in ombra fra i difensori granata.

Al 66° invece è Edera a mettersi in mostra servito da un filtrante del solito Belotti, ma il tiro viene facilmente bloccato da Alisson mentre pochi minuti dopo è  Karius a prendersi gli applausi: il portiere protagonista in negativo della finalissima di Champions di pochi mesi fa, è accolto in maniera davvero ammirevole dai tifosi, e ammetto vorrei vedere lo stesso comportamento anche in Italia un giorno.

La ripresa, nonostante i vari cambi sia del Liverpool ma anche del toro, fra cui l'ingresso di Niang per il Gallo, con il senegalese pericoloso in area ma fermato con le dure da Clyne.

Clyne che sarà decisivo pochissimi minuti più tardi, facendo partire l'azione che porterà al 3 a 1 di Sturridge che di testa su cross dell'ex interista Shaqiri incorna un incolpevole Sirigu.

Nel finale il Toro sfiorerà il 3 a 2 con una voleè di Niang, ma il suo tiro terminerà a lato chiudendo di fatto il match.

Buona partita del torino che ha dimostrato di poter mettere in difficoltà avversari blasonati, e pur perdendo la squadra di Mazzarri ha dimostrato di avere un vero vecchio cuore granata che non smette mai di battere insieme ai propri tifosi, anche in un campo leggendario come Anfield.

La fonte dell'articolo è l'autore Giuseppe Corraine

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