Il re del mercato invernale è il Milan

Juve e Inter hanno acquistato per colmare dei buchi tattici, i rossoneri hanno preso due pedine fondamentali per la corsa Champions

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
AC Milan v SSC Napoli - Coppa Italia

"Nomen omen", dal latino "il nome è un presagio", è probabilmente l'espressione più adatta per definire il mercato di gennaio. Una sessione che può decretare il definitivo fallimento di una stagione di un club oppure la sua rinascita: tutto dipende dalle mosse dei dirigenti. 157.5 sono stati i milioni spesi dalle nostre 20 squadre, con la Serie A che si è piazzata seconda dietro la solita Premier League (202.25 milioni). Nella top-four la regina indiscussa è stata il Milan, che con ben 70 milioni si è assicurato Paquetà e Piatek, mentre le altre tre hanno solamente tappato dei buchi tattici, l'Inter acquistando Cedric e la Juve prendendo Caceres. Il Napoli, invece, è rimasto immobile. 

Possiamo definire i rossoneri come i re del mercato di riparazione non solo dalle cifre spese ma anche dalla qualità e dall'importanza dei giocatori acquistati. Paquetà e Piatek non sono due riserve bensì due titolari praticamente inamovibili, il primo per necessità (Bonaventura è out per il resto della stagione), il secondo invece è in competizione con Cutrone per la maglia da centravanti. Due giovani di 21 e 23 anni rispettivamente che fin da subito hanno stupito per lo spessore delle loro prestazioni. Il brasiliano ha sfoggiato una padronanza tecnica di primo livello, tacchi e biciclette hanno lasciato di stucco un pubblico poco abituato a tutto ciò, nonché una certa capacità anche in fase di contenimento, cosa atipica per un brasiliano appena arrivato in Europa. Deve migliorare nella gestione del possesso soprattutto in fase difensiva, ma di tempo per adattarsi ne avrà e siamo sicuri che il ragazzo ex Flamengo abbia ampi margini di miglioramento. Per ora Gattuso l'ha schierato da interno di centrocampo nel solito 4-3-3, resta ancora da vedere se con l'imminente rientro di Biglia, e la probabile panchina di Kessie, il tecnico calabrese opterà per un 4-2-3-1 in grado di esaltare sia le qualità del numero 39 sia gli strappi di un Bakayoko che si è trasformato nel gigante del centrocampo rossonero. 

Il polacco, arrivato settimana scorsa dal Genoa, ha subito dimostrato di meritarsi un palcoscenico importante come San Siro nelle due sfide contro il Napoli, prima in campionato e poi in Coppa Italia. In Serie A è entrato negli ultimi venti minuti e ha subito avuto un impatto positivo andando vicino al gol, ma è in coppa che Piatek ha esaltato "La Scala del calcio" con una straordinaria doppietta che ha steso i partenopei. L'attuale numero 19 rossonero è arrivato per sostituire il partente Higuain, mostrando subito le sue qualità davanti alla porta, nonché una certa capacità tecnica in occasione del secondo gol. Pur non essendo un attaccante associativo come il Pipita, uno che ama partecipare alla manovra, essere coinvolto nell'azione, l'ex Genoa può portare qualcosa in più in quanto a efficacia sotto porta. Insomma, il Milan che con Higuain cercava il fraseggio orizzontale e il palleggio, dovrà convertirsi a uno stile più verticale e maggiormente improntato al lancio lungo per Piatek: in questo caso il passaggio al 4-2-3-1 potrebbe facilitare il processo. 

Sebbene tutto questo sembra poter far ben sperare i rossoneri, i pericoli sono dietro l'angolo, anche perché la classifica fa tutto fuorché rassicurare Gattuso&co. La 4ª e l'8ª sono separate da soli tre punti, e i rossoneri domenica si giocheranno all'Olimpico con la Roma una buona parte del quarto posto finale. Se riusciranno a vincere e convincere contro i giallorossi, devastati nel morale dall'indecente sconfitta di Firenze, questo vorrà dire che il Milan dovrà sentirsi una legittima candidata all'ultimo posto disponibile per la Champions. In caso contrario, una vittoria di Dzeko e compagni rimescolerebbe ancor di più le carte, rendendo la lotta ancora più avvincente. E a quelli che dicevano che la Serie A non aveva nulla da offrire, oserei dire che farebbero meglio a ricredersi. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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