Il Napoli mette l’elmetto e sbanca Bergamo

Il pressing di Sarri è più efficace di quello di Gasperini. Mertens ritrova il gol

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(94 articoli pubblicati)
SSC Napoli v Atalanta BC - TIM Cup

Rocce napoletane. La partita prometteva fuoco e fiamme, si affrontavano infatti le due squadre più spettacolari del campionato. Sarri aveva però ben altri piani, e così, a dominare è stato invece il magma roccioso dei colossi difensivi napoletani e la forza indomita di un Allan su di giri. Concretezza a discapito dello spettacolo, anche così si vincono gli scudetti. Un solo gol ma soprattutto tre punti per il Napoli.

Entusiasmo. L’entusiasmo di Bergamo in vista del match ha raggiunto picchi mai visti da queste parti, lo stadio ha registrato il sold-out e la sensazione di felice ebbrezza che si respirava sugli spalti, è stato un qualcosa di emozionante. I tifosi della curva Nord si sono distinti per alcuni bellissimi striscioni, due dedicati agli ex Dramè e Kurtic e un altro con una dedica commovente alla famiglia Percassi. Vicino a me in tribuna ci sono Franco con il figlio Eduardo, tifosi napoletani, che professano grande fiducia ma sono anche consapevoli delle difficoltà della partita odierna. Per lo Scudetto sono convinti che “ora o mai più”.

Sprint azzurro. E’ il Napoli a partire forte, con un pressing cattivissimo che sorprende un po’ i nerazzurri, i quali probabilmente non si aspettavano una simile aggressione. Dura pochi minuti ma sarà il tema dominante del match, in quanto anche nella ripresa il copione sarà simile. L’Atalanta riesce gradualmente a prendere le misure agli avversari, ma lo fa con troppa approssimazione nelle rifiniture e con diversi passaggi sbagliati. Gli uomini di Sarri paiono più decisi negli affondi, Insigne prova a spaventare Berisha con un tiro a giro, ma è la vera sola occasione e così il primo tempo si chiude di fatto senza grosse emozioni.
 
Gli spietati. La seconda frazione è decisamente di marca napoletana. Prima Callejon non concretizza di un soffio un lancio di Insigne, poi Mertens realizza la rete decisiva partendo sul filo (e forse oltre) del fuorigioco, superando Berisha con un lob preciso. L’Atalanta si segnala per una bella iniziativa di Ilicic e per un tiro da fuori area di Cristante che Reina devia in angolo. Tre sostituzioni per entrambe, ma tra i subentrati il solo Hamsik si segnalerà per una rete annullata per offside. Il Napoli ha la possibilità di raddoppiare in un altro paio di occasioni, ma prima Zielinski in area e poi Mertens dopo un liscio di Masiello (fin lì monumentale), non riescono a chiudere la gara anzitempo.

Pilastri insuperabili e vichinghi invisibili. Ha vinto la squadra più continua nella ricerca del recupero palla, ma anche più solida e precisa nei passaggi. La differenza tecnica complessiva si è vista, e ha fatto la differenza. Koulibaly ha quasi azzerato Cornelius, Allan ha giganteggiato senza trovare argini efficaci, mentre Jorginho ha diretto il traffico senza troppi fronzoli. Zielinski si è annullato con Cristante. Mertens è stato decisivo, in ripresa e sulla strada giusta per tornare ai livelli di qualche mese fa. Nei bergamaschi male Caldara (sul gol è lui che si fa sorprendere dal belga), evanescente l’attaccante danese, poco incisivo Gomez mentre Ilicic si è sbattuto ma senza lampi, molto impegnato a schermare Jorginho.

Sarri ha fatto il Gasp. Paradossalmente è stato il Napoli a sembrare l’Atalanta per lunghi tratti, tralasciando i ricami per concentrarsi su anticipi ed intercetti. La gabbia su Gomez, ha limitato la principale fonte offensiva della Dea. Una prova di maturità che sicuramente darà ancora più convinzione ed entusiasmo nel complicatissimo duello tricolore con la Juve. Per l’Atalanta resta la consolazione di aver ceduto solo di misura alla capolista, con una maggiore brillantezza il cammino in campionato e nelle Coppe può regalare ancora grosse soddisfazioni.

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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