Il mondiale di Maria e Giovanni, i cafeteros

Quello splendido gioco con 22 uomini, un pallone e milioni di emozioni.

di Paolo Gavarone
Paolo Gavarone
(23 articoli pubblicati)
Senegal v Colombia Group H - 2018 FIFA W

Maria è una badante colombiana. Un vita scandita dai tempi di Giovanni, novantacinquenne con una passionaccia per il calcio. Anche se non capisce perchè i calciatori ora abbiano quelle strane scarpe colorate. Anche se dice che non si vedono più azioni. Corrono e picchiano troppo e squadre come il Grande Torino non se ne sono più viste. Ma i mondiali sono i mondiali e aiutano a fare venire sera.

Maria non si lamenta mai ed è contenta della casa dove lavora, ormai la sente anche un po’ sua. Riesce a far studiare i suoi figli in Colombia e ad aiutare in qualche modo la sua famiglia lontana. Non che qua sia facile. Il tempo per pensare a qualcosa che non sia il lavoro ed i problemi della sua gente è poco. C’è qualche  passeggiata con qualche connazionale nel centro del paesino o al centro commerciale. Ma la pianura padana non ha i colori ed i profumi della Colombia e le settimane si ripetono sempre uguali in attesa di quel viaggio che magari riuscirà a fare tra un anno. Ma ora ci sono i mondiali e aiutano a portare la mente altrove.

Maria si guarda tutte le partite con Giovanni e, in mancanza di meglio, i Cafeteros iniziano ad essere simpatici anche a lui. La Colombia ha talento, velocità ed è a tratti divertente da vedere. Maria sa poco di calcio. Giovanni le spiega un po' quello che succede ma lei non lo ascolta più  di tanto. In quei colori e in quei volti però rivede tanto della sua vita precedente. Sono gli sguardi della sua gente, l'entusiasmo dei suoi ragazzi, la voglia di emergere di un popolo. Il girone passato con qualche brivido e ora l'Inghilterra, i maestri del calcio, come dice Giovanni. 

La partita è tesa, bloccata. Anche un po' noiosa. La Colombia senza James non crea molto.  L'Inghilterra non fa molto di più ma riesce a rompere l'equilibrio. Sembra finita ma Yerry Mina (ancora lui) vola in cielo e schiaccia la palla... 1 a 1. Maria esulta, si butta per terra e piange. Giovanni una roba così non l'aveva mai vista e non se la aspettava... Non lo ha mai visto fare per l'Italia, per il Toro, per nessuna squadra. Ma capisce che c'è una vita intera in quel gesto. Sentirsi parte di un popolo, prendersi una rivincita su un destino che sembra segnato, condividere un'emozione che spezza la fila dei giorni tutti uguali. Poi finisce come finisce. Ancora una volta a un passo dall'impresa. Ma Maria al rigore sbagliato di Bacca non si dispera e non piange. Forse perchè è abituata alle bizze della sorte, forse perchè ha vissuto un'emozione e questo basta per sentirsi meglio. Domani il giro in paese lo farà con la maglia dei Cafeteros. E anche Giovanni una maglia gialla nel guardaroba dovrebbe averla.

Fonte: l'autore Paolo Gavarone

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.