Il Milan ai sedicesimi di Europa League con un turno di anticipo

Il Milan si sbarazza facilmente di un Austria Vienna imbottito di ragazzini. Buone prove per Silva e Cutrone, ma tanti punti interrogativi sul gioco espresso.

di Gianluca Grieco
Gianluca Grieco
(4 articoli pubblicati)
Silva Bonucci Calhanoglu i tre acquisti

Primo traguardo raggiunto. Il Milan liquida l'Austria Vienna con un perentorio 5-1 e si aggiudica il passaggio ai sedicesimi e il primo posto nel girone. 

Nonostante il piccolo brivido causato dal vantaggio ospite al 21° del primo tempo, la partita è stata gestita con estrema facilità dalla compagine rossonera. In un quarto d’ora, infatti, la squadra di casa ribalta la situazione e scaccia gli incubi di quella che cominciava a sembrare l'ennesima serata complicata di questa tribolata prima parte di stagione. 

Rodriguez al 27° e Andrè Silva al 36° portano la partita sul 2-1 e avviano i titoli di coda di una sfida mai veramente in bilico, causa anche la manifesta inferiorità di un avversario falcidiato dagli infortuni e imbottito di giovani. Gli altri tre gol sono ad opera ancora del giovane talento portoghese (70°) e del giovanissimo talento, tutto made in italy, Patrick Cutrone (42° e 93°). Da segnalare la grande prestazione di Borini, autore di due assist per i due baby bomber e di tante sgroppate sulla fascia destra, coadiuvato in maniera più che discreta da Rodriguez sulla fascia opposta.

Ma sono proprio le buone prestazioni dei due laterali e dei due attaccanti centrali che mettono in risalto come il Milan, messo in campo da mister Montella con il 3-5-2, non sia ancora in grado di esprimere un calcio degno del palcoscenico del Meazza.
Se si esclude il buon apporto dalle fasce, che pure ha messo in condizione Silva e Cutrone di proporsi in maniera pericolosa in area avversaria, il Milan non ha mai dato la sensazione di poter imbastire una trama di gioco efficace, nonostante avesse difronte un avversario che era poco più che uno sparring partner.

Il centrocampo composto da Biglia, Kessie e Calhanoglu non è mai stato in grado di dare velocità alla manovra o di proporsi con inserimenti pericolosi. Il regista argentino è parso ancora in ritardo di condizione e anche quando è arrivato al tiro è stato molle e poco convinto. Peggio di lui ha fatto Kessie, che ha avuto il merito di muoversi tanto, ma la colpa grave di essere costantemente impreciso, sbagliando anche i passaggi più elementari, sotto gli occhi di un San Siro che ha manifestato il proprio dissenso in maniera rumorosa. Del tutto non pervenuto Calhanoglu, il cui unico squillo in una partita anonima è stato l’assist per il 4° gol di Silva. Per il resto della partita, ha vagato per il campo in cerca di una posizione che in tre mesi di Milan non è mai riuscito a trovare.

Ma le brutte notizie per il Milan non finiscono con il centrocampo e con la manovra offensiva, ma riguardano anche la fase difensiva e la prestazione dei propri centrali.
Al di là dell’errore grossolano di Bonucci sul tiro non certo irresistibile di Monschein, tutto il reparto è sembrato ancora in difficoltà.
Sono bastati, infatti, le sgroppate del brasiliano classe ’95 Pires e i lanci lunghi del regista austriaco Holzhauser, per mettere in difficoltà la lenta linea difensiva milanista. Il trio Musacchio-Bonucci-Zapata ha sbagliato più di un fuorigioco, compreso quello che ha portato al momentaneo vantaggio degli ospiti, sintomo che il problema non è solo di singoli, ma di reparto e di squadra.

Ed è proprio la prestazione di squadra, oltre che dei singoli, che lascia più di un dubbio su un gruppo che era stato costruito con ben altre aspettative. Ora che la qualificazione è stata ottenuta, come da programma di inizio stagione, l'imperativo di Montella e dei suoi è di trovare quel gioco e quella solidità di squadra che, da programma, ci si aspettava a questo punto della stagione. 

Fonte: l'autore Gianluca Grieco

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