Il cuore (e le lacrime) oltre il pallone

Il pianto di un CR7 commosso ricordando il padre scomparso tanti anni fa

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(49 articoli pubblicati)

Grazie ai soldi puoi avere quasi tutto. Puoi comprare oggetti di lusso e beni materiali: ville, auto e barche. E molto più. Puoi girare il mondo, viaggiando su voli costosi e alloggiando in strutture surreali. Puoi permetterti una miriade di cose senza badare troppo a spese. Apparentemente i campioni del calcio,  miti milionari del football, la cui fama e la cui ricchezza ne oscurano il lato umano, vivono la loro vita patinata che pare totalmente priva di problemi. Ma se nell'introduzione del pezzo si è scritto che grazie ai soldi puoi avere "quasi tutto" e non "tutto", un motivo c'è. Con tanti quattrini vivi una vita agiata ma non esente da situazioni infelici e disgrazie familiari. Perché quando vola in cielo tuo padre o un familiare a te caro, non esiste danaro che lo possa trattenere.

E Cristiano Ronaldo, talento che non ha certo bisogno di presentazioni, di soldi e proprietà ne ha a non finire. Ma la perdita del padre, che morì quando era solo agli inizi della sua carriera, quando era solo un giovane dalle belle speranze calcistiche, e che quindi non ha potuto ammirare ciò che il figlio è diventato, è una ferita aperta. Che spesso sbuca in evidenza. Come è accaduto nell'intervista rilasciata da Ronaldo a Good Morning Britain. Dove i sentimenti e le lacrime, dove la persona e non il personaggio, hanno preso il sopravvento.

«Essere il numero uno e pensare che lui non ne sa nulla - ha spiegato commosso l'attaccante in forza alla Juventus - non mi ha mai visto ricevere premi. Il resto della mia famiglia sì: mia mamma, i miei fratelli, anche il mio figlio più grande. Ma lui niente. Ogni volta che vinco qualcosa penso a lui. A José Dinis Aveiro: mio padre

Spesso i soldi fanno la felicità. Ma certamente non possono colmare certe lacune che persistono nel cuore. Per questo sono certo che Ronaldo baratterebbe, come ogni figlio su questa terra, tutte le sue ricchezze per poterlo vedere ancora. Ma questa, seppur lodevole, è solo una mera utopia. Un sogno e nulla più. Nei successi e nei trionfi personali, però, ciò sarà possibile. E questo concetto vale per lui come per ogni singolo individuo sulla faccia del pianeta.

Nelle gioie e nelle conquiste, dunque. Perché lo troverà, chiudendo gli occhi, in ognuno di esse.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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