Il “Cholismo”: quando il calcio non è champagne ma vincente

L'allenatore argentino, grazie alla sua forte dedizione nel lavoro, ha dato vita ad una nuova disciplina calcistica riassumibile in una sola parola: sacrificio.

di Matteo Gentili
Matteo Gentili
(10 articoli pubblicati)
Simeone

Nell'America meridionale il termine "Cholo" porta il significato di individuo nato dall'incrocio di bianchi e indiani; quindi più genericamente significa incrocio di razze. Parola che, negli anni '90, si addiceva perfettamente ad un calciatore in particolare: Diego Pablo Simeone. Proprio così, perché egli in campo sembrava programmato per svolgere due sole funzioni: difendere costantemente con il coltello tra i denti ed attaccare come solo i fuoriclasse sanno fare. In campo era un incrocio tra un difensore ed un attaccante ed è per questo che gli venne attributo questo soprannome, che porterà con sé per il resto della sua vita: il "Cholo".

Ieri sera Simeone ha portato a termine l'ennesimo capolavoro della sua splendida carriera da allenatore, regalando all'Atletico la terza Europa League e, alla base dei suoi successi c'è la sua tecnica infallibile o meglio, un vero e proprio stile di vita; un fenomeno che prende il nome di Cholismo. L'essenza di questa disciplina non è l'estetica, ma la sofferenza, la grinta: è provarci sempre, come l'ha definita lo stesso creatore. Il Cholismo è umiltà, perché i Colchoneros sono consapevoli dei loro limiti e si rendono conto della loro inferiorità tecnica quando affrontano squadre molto più blasonate e potenti di loro ma non fanno di tutta l'erba un fascio, perché reagiscono con carattere ed intelligenza, cercando di ottenere l'unica cosa che conta; il risultato, la vittoria. E per raggiungere l'obiettivo comune sono disposti a tutto, anche a sacrificare la bellezza del loro gioco a favore della creazione di un fortino difensivo. Proprio "difesa" è la parola chiave al centro di questa filosofia calcistica; nei 7 anni in cui l'allenatore argentino è alla guida del club, l'Atletico ha registrato 113 partite senza subire una rete ed ha incassato solamente 107 goal: approssimativamente 15.3 reti a stagione. Nonostante questo, è sbagliato pensare che il Cholismo sia solo catenaccio perché le statistiche parlano chiaro: dal 2011, l'allenatore argentino ha la maggior percentuale di vittorie in Europa, 62%, sopra un certo Pep Guardiola (58.3%) e sopra un certo Josè Mourinho (58.2%). La metodologia di Simeone è proprio un incrocio tra molti fattori che quando, durante una partita, si trovano in perfetto equilibrio tra loro rendono l'Atletico una squadra imbattibile. I fattori sono molteplici e il quotidiano Marca, nel 2016, ha pensato bene di svelarli: lavoro, aggressività, pressione, cautela, contropiede, ripiegamento, insistenza, intensità, immaginazione e sostegno. 

Il Cholismo è una disciplina calcistica talmente potente da cambiare la storia di un club: infatti l'Atletico Madrid, prima dell'arrivo di Simeone, aveva disputato 5 finali europee in 108 anni di storia ma da quando c'è lui le finali europee giocate sono diventate 4 in soli 7 anni. E se calcoliamo il totale delle finali raggiunte, esse salgono ad 8 in 7 anni. I trofei aggiunti alla bacheca, invece, sono 6: due Europa League, una Supercoppa Europea, una Coppa del Re, una Supercoppa di Spagna ed una storica Primera Division, che mancava ai Colchoneros da ben diciotto anni. Questo modo di interpretare il calcio ha sicuramente prodotto i risultati sperati e questi numeri hanno reso il Cholo il re delle coppe incontrastato, dato che nessuno è riuscito a fare meglio di lui in Europa. Numeri che, forse, lo incoronano come il miglior allenatore del pianeta, attualmente.

Fonte: l'autore Matteo Gentili

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2 COMMENTI

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  1. Mangrove man - 5 mesi

    Prima tutto molto buono l’articolo.
    Da tifoso argentino vorrei raccontarvi sull’origine dal nome Cholo. È vero quello che raccontate sul significato dalla parola ma lo hanno chiamato cosi dovuto a un altro Simeone calciatore pure lui. Carmelo il Cholo originale. E usanza tra noi argentini ereditare questi appellativi soltanto per il fatto di avere lo stesso cognome.

    1. matteo_gentili9_461 - 5 mesi

      Grazie mille per l’apprezzamento e l’utilissima informazione!!

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