Il Chelsea vince l’Europa League: per Sarri è il primo trionfo

Dopo un primo tempo equilibrato i blues prendono il sopravvento nella ripresa e demoliscono i gunners. E' il trionfo del sarrismo.

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
Chelsea v Arsenal - UEFA Europa League F

E adesso non chiamatelo più perdente di successo. Nella notte di Baku arriva la definitiva consacrazione per Maurizio Sarri, che con il suo Chelsea si porta a casa il primo trofeo della carriera: l'Europa League. E lo fa alla sua maniera, con un secondo tempo spettacolare in cui i blues asfaltano l'Arsenal segnando quattro gol nel giro di 18 minuti. Una vera e propria lezione di sarrismo, quello che tra mille difficoltà si è visto solo a sprazzi oltremanica in questa stagione, ma che probabilmente adesso hanno cominciato a capire, e ad apprezzare per davvero che cos'è, anche dalle parti di sua maestà. Una filosofia di gioco messa continuamente in discussione nonostante una stagione che sarebbe stata positiva anche senza il trionfo in Europa League, essendo culminata con il ritorno in Champions, figlia del terzo posto ottenuto in Premier dietro alle due inarrivabili superpotenze Manchester city e Liverpool, ma che, ovviamente, adesso, con l'affermazione in Europa League, ha assunto connotati trionfali. La classica ciliegina sulla torta.

Ma il futuro di Sarri, nonostante tutto, sembra, tuttavia, essere lontano da Londra. La finale di Baku molto probabilmente è stata l'ultima panchina con i blues. Sullo sfondo s'intravvedono i colori bianco e nero della Juventus, e ben farebbe Agnelli, se davvero ne avesse l'opportunità, a portarselo a casa, visto che le prime scelte Guardiola e Klopp, sono delle vere e proprie chimere impossibili da raggiungere, essendo blindatissimi dai loro club. Ma siamo sicuri, poi, che Sarri sia inferiore ai due più citati e rinomati tecnici? Francamente sorgono dubbi. Il tecnico toscano ha numeri e cultura da non fare invidia a nessuno, e smettiamola di parlare di allenatore inadeguato ad allenare la Juventus solo perché in panchina ci va abbigliato con una tuta da ginnastica, o per un carattere non proprio docile che lo porta a manifestare qualche momento di nervosismo in maniera plateale, come ad esempio, quello dell'altra sera, quando al termine della seduta di rifinitura del Chelsea precedente la  finale, prese a calci un cappellino perché impossibilitato a fare una parte dell'allenamento senza telecamere accese.

Ci siamo forse dimenticati delle numerose uscite dal campo al triplice fischio finale di Allegri, indispettito per qualcosa senza salutare nessuno, oppure sempre restando su Allegri, la famosa giacca lanciata in un attacco d'ira a Modena dopo che la sua squadra aveva rischiato di subire il gol del pareggio? Gli sfoghi, come le  esultanze eccessive, fanno parte del gioco, e non si può giudicare le capacità di un tecnico da questo. Maurizio Sarri alla Juventus ci starebbe benissimo, come starebbe benissimo in qualsiasi altra panchina di prestigio, in Italia come all'estero. Non dimentichiamoci che appena otto anni fa il tecnico toscano allenava la Sorrento in Lega Pro, e che la sua ascesa è stata inarrestabile. Dapprima ci ha incantati con l'Empoli, per poi entusiasmarci con il suo Napoli, fino poi al trionfo europeo di ieri sera. E c'è da scommetterci che è solo il primo, di una lunga serie di successi.

Chelsea v Arsenal - UEFA Europa League F
Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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