Il campionato italiano torna in auge ma per la nazionale occorre tempo

Per la Serie A è certamente cominciata la risalita, per la nazionale invece è troppo presto per affermare che il vento sia cambiato

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(120 articoli pubblicati)
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Non è una sorpresa per il sottoscritto che il calcio italiano stia tornando alla ribalta, lo vado dicendo dall'estate che è cominciato il nostro rilancio, anche se c'è da fare un distinguo tra i club e la nazionale

Credo che ora come ora il campionato di Serie A sia secondo solo a quello inglese. Nonostante il divario tra la Juventus e le rivali resti ampio, addirittura dando l'impressione di essersi ampliato, dopo i primi due mesi di campionato, il livello generale secondo me si è alzato. Infatti tra le "comuni mortali" sembra essere aumentata la qualità e la competitività, anche a livello internazionale, basta osservare le prestazioni soprattutto di Inter e Napoli in Champions League. Se per anni abbiamo considerato di alto livello la Liga spagnola, perché palcoscenico delle due squadre più forti del mondo, ignorando che le altre squadre sono praticamente di un campionato inferiore , non si capisce perchè il nostro campionato dovrebbe essere scadente. La Lazio, il Milan, il Napoli, e l'Inter sono sicuramente più forti di quasi tutte le squadre della Liga, escluse appunto Barcellona e Real Madrid, e forse l'Atletico, dipende dallo stato di forma di questi ultimi.

Stesso discorso, forse ancora più valido, per la Bundesliga, un campionato che escluso il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund ( anche per quest'ultima vale il discorso fatto per l'Atletico Madrid) ha davvero poche cose da dire: già a dicembre le rivali dei bavaresi si accapigliano per fare loro le poche briciole rimaste. 

L'arrivo di Ronaldo nel nostro campionato, è stata come la riapertura delle frontiere che il calcio italiano operò all'inizio degli anni ottanta: c'è un nuovo parco giochi per le stelle del pallone, il portoghese ha aperto nuovamente il sentiero che un tempo tutti i migliori giocatori al mondo attraversavano per consacrarsi, e c'è da giurare che CR7 ha dato il via ha un flusso che donerà prestigio, splendore, competitività, oltre a una enorme visibilità all'Italia del pallone.

Discorso diverso per la nazionale. Può darsi che anche per gli azzurri sia cominciata una inversione di tendenza, ma anche se così fosse è ancora presto per dirlo, e per sperare che il ct Mancini possa a breve riportare la maglia azzurra dove tutti speriamo. A mio parere il Mancio ha giustamente utilizzato l'inutile Nation League per fare esperimenti, per poi giocarsi seriamente le possibilità di qualificazione per gli Europei del prossimo anno. Solo dopo gli Europei potremo fare il punto della situazione sul risorgimento azzurro, attualmente i lavori sono tremendamente in corso. Troppe volte giovani che consideravamo di "belle speranze" si sono rivelati non all'altezza, aspettiamo di vedere cosa succederà nei prossimi due anni.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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