Il calcio in URSS: la gloriosa Dinamo Kiev (V)

Le origini del calcio sovietico: la Dinamo Kiev. Tra Maslov e Lobanovski, Sevidov (1971-1973)

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
Lazio v Dynamo Kiev - UEFA Europa League Round of 16: First Leg

Con la partenza di Maslov, si libera un posto sulla panchina della Dinamo Kiev. Da Alma-Ata parte Sevidov, allenatore alla soglia dei 50 anni. Ha fatto tutta la gavetta, dalla periferia della capitale sovietica fino a Minsk passando per Kishinev (Moldova, prima divisione) e per la squadra giovanile di Mosca. Resta a Minsk otto anni, portando la squadra dalla soglia della retrocessione a risultati impensabili, quali un terzo posto nel 1963 e la finale di Coppa nel 1965, persa solo ai supplementari della ripetizione contro lo Spartak Mosca.

A Minsk, Sevidov ha sfruttato gli insegnamenti di Maslov, allenatore che considera il suo mentore e che l'ha invitato più volte alla Torpedo. Come Maslov, non avendo a disposizione fuoriclasse, fa correre i suoi calciatori più degli altri. Gli attaccanti difendono, i difensori, in caso, attaccano; c'è un pressing a tutto campo e una meticolosa organizzazione del gioco. Gli schemi di Sevidov funzionano, la squadra gira e porta a casa risultati - anche perché poi, tecnicamente non sono scarsissimi: Sevidov è furbo e si porta a casa tutto quello che Mosca butta via. Nel 1968 è premiato con le medaglie al Merito in Russia e Bielorussia, tuttavia l'anno seguente la dirigenza bielorussa lo licenzia proprio a causa della costituzione della squadra: gli "stranieri" (quelli di Mosca, ndr) sono ingiustamente privilegiati rispetto ai calciatori bielorussi.

Nel 1970 si auto-esilia ad Alma-Ata, Kazakistan. Allena il Kairat, dove ritrova il figlio, ex promessa dello Spartak Mosca finito in carcere per aver investito una persona mentre guidava. Condannato a dieci anni, ne sconta quattro. Sevidov padre riesce nell'impresa di portare il Kairat in prima divisione dopo un solo anno grazie al secondo posto che vale la promozione. Sevidov figlio toglie spesso le castagne dal fuoco, realizzando la bellezza di 19 reti e affermandosi quale vice capocannoniere dell'edizione.

L'anno dopo, Sevidov è chiamato alla sezione Dinamo della capitale ucraina. Eredita la squadra di Maslov, che ormai ha lasciato l'impronta. La squadra corre come vuole Sevidov ed è talentuosa quanto basta per imporre un gioco offensivo: non si può sbagliare e infatti debutta vincendo il campionato. A differenza di quanto insegnatogli da Maslov però, decide di abbandonare la zona e ritorna sulla marcatura a uomo. In questo periodo arrivano a Kiev l'attaccante Oleh Blokhin e il difensore Leonid Buryak, il primo dalle giovanili, il secondo da Odessa.

Nei due anni successivi arriva secondo dietro alle outsider Zorya (Lugansk) e Ararat (Yerevan) e proprio contro gli armeni cade nella finale di Coppa dell'URSS 1973, in rimonta, ai tempi supplementari. A nulla vale l'ottima prova in Coppa Campioni, dove la Dinamo Kiev strappa uno zero a zero in casa col Real Madrid (perdendo 3-0 in trasferta): Sevidov è licenziato. Il pretesto sta nella finale persa in Coppa: il tecnico ha sostituto i calciatori migliori nel finale, consentendo agli avversari di agguantare il pari e di raggiungere la vittoria nei trenta minuti di gioco aggiuntivi.

Al posto di Sevidov è chiamato l'allenatore del Dnepr. È di Kiev, da calciatore ha giocato nella Dinamo prima di vestire i colori del Chornomorets Odessa e anche dello Shakhtyor Donetsk. Nei cinque anni in cui l'ha guidato, il Dnepr è mutato da anonimo club di provincia ad animatore del massimo campionato sovietico. Questo cambiamento non è stato casuale: sette anni prima del suo arrivo, nel 1961, il club si è ritrovato come sponsor lo Yugmash, azienda sovietica produttrice di macchinari aerospaziali che agisce nel Sud del Paese e che è legata allo Zenit. L'arrivo dell'azienda porta a un cambio di nome - si passa da "Metalurh Dnipropetrovsk" al più sovietico "Dnepr" - e un po' di tecnologia. Il tecnico sfrutta tutto quello che può e alza il livello della squadra. La stagione 1973 non è finita quando si dimette ed è riaccolto a Kiev. Arrivano 29 trofei in 23 stagioni. Arriva Valeri Lobanovski.

Fonte: l'autore Davide Manca

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