Il calcio in URSS: la gloriosa Dinamo Kiev (IV)

Le origini del calcio sovietico: la Dinamo Kiev. L'era Maslov (1964-1970)

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
Lazio v Dynamo Kiev - UEFA Europa League

Negli anni sessanta, la Dinamo Kiev inizia a diventare una macchina inarrestabile. Oshenkov ha ringiovanito la squadra e ha fatto in modo che i migliori giovani di Kiev non fossero lasciati ad altre formazioni rivali, mentre Solovyov, anche grazie alla sua giovane età, è riuscito a unire mentalmente la squadra. A Maslov tocca aggiungere la parte atletica.

Maslov ha vinto alla Torpedo quando Mosca aveva quattro squadre. Alla nascita del campionato sovietico, la Torpedo è messa in "Serie B". E ci resta fino a una "promozione fiume" - passano tutte eccetto l'ultima - approdando nella prima serie e non lasciandola più. Nel 1960 è stato privato di Streltsov e l'altro fuoriclasse del club, Ivanov, è a fine carriera. Essendo abituato all'assenza di giocatori di talento, Maslov decide di portarli allo stesso livello delle altre. Il suo ragionamento è allo stesso tempo semplice e complesso:

«Se non sono bravi come gli altri, compenseranno con la corsa»

È il primo scorcio del «calcio totale» di Rinus Michels e di Cruyff all'Ajax. Maslov rivoluziona a sua volta il gioco. Durante la fase difensiva, fa rientrare gli attaccanti esterni a centrocampo e si difende a zona. Inoltre, decide di attaccare il portatore di palla avversario. All'epoca, nel calcio sovietico, si lasciano ragionare gli avversari a lungo, col risultato che i calciatori di maggior talento traducono le azioni offensive in reti. Maslov priva gli avversari di questa possibilitài calciatori della Torpedo si muovono di continuo, corrono più di tutti e non lasciano spazi di manovra, pur senza commettere troppe infrazioni. È nato il pressing.

I risultati del lavoro di Maslov si vedono subito: nel 1960 la Torpedo centra il «double» - già riuscito a Dinamo (1937), Spartak (1938, 1939 e 1958) e CSKA (1948 e 1951). Ringiovanita la Dinamo Kiev e vinto il primo titolo - la Coppa 1964 - il nuovo tecnico è messo di fronte a una nuova, inaspettata, sfida: giocare le competizioni europee. Kiev è qualificata per la Coppa delle Coppe, è giunto il momento di vedere se le squadre sovietiche sono in grado di affrontare il meglio che l'Europa ha da offrire. Mosca non vuole rischiare di fare figuracce e perdere reputazione. E non è accaduto di frequente che qualcuno fuori da Mosca vincesse: escludendo Maslov, c'è riuscito solo Oshenkov, prima a Kiev (la Coppa 1954) poi a Stalino (con lo Shakhtyor, 1961 e 1962, ancora in Coppa).

La Dinamo disputa la Coppa delle Coppe eliminando Coleraine (Nord Irlanda) e Rosenborg (Norvegia), per poi uscire ai quarti col Celtic. Si arriva al 1966, uno degli anni d'oro per gli ucraini: vincono sia in campionato sia in Coppa, cinque giocatori tornano dal Mondiale inglese con la medaglia di bronzo e Biba è nominato calciatore sovietico dell'anno. Nel 1967 e nel 1968, Maslov ripete la magia mettendosi dietro prima tre Dinamo (Mosca, Tbilisi e Minsk), poi quattro club moscoviti. Prende parte anche alla Coppa Campioni (prima squadra sovietica a farlo), sconfiggendo il Celtic, ma uscendo subito dopo con il Gornik Zabrze (Polonia). Nel 1969 è di nuovo in Coppa Campioni, escluso dalla Fiorentina agli ottavi; in campionato è secondo. L'anno dopo esce subito dalla lotta scudetto, chiude settimo: sembra una stagione passeggera per un manager che ha vinto tanto e invece no.

Maslov è espulso dalla Dinamo Kiev: 24 settembre 1970, si gioca a Mosca col CSKA. Mancano sette turni alla fine del torneo, la squadra arriva da una sconfitta in rimonta a Odessa e si ritrova al centro della graduatoria. Hotel Russia, Mosca. Si presenta nientepopodimeno che Mizyak, rappresentante del comitato sportivo ucraino: «compagno Viktor, a Kiev non sono più necessari i suoi servigi. Mi dispiace.» Aiutato dalla vodka (e dal brandy, pare), Maslov accetta la decisione. Resta a Mosca, torna alla Torpedo. Vince ancora, la Coppa, nel 1972. Nel 1975 va a Yerevan, Armenia. Allena l'Ararat, per un solo anno. E vince, ancora, la Coppa. Arriva a sei successi, primato condiviso con Valeri Lobanovski.

Fonte: l'autore Davide Manca

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