Il calcio in URSS: dietro i successi e gli insuccessi delle Dinamo

Le origini: Dinamo Kiev, Dinamo Leningrado e Dinamo Tbilisi tra le squadre pionieri del calcio sovietico.

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
FC Dinamo Moscow vs FC Tosno Saint Peter

11 luglio 1936. Per un solo, glorioso, giorno, l'immensa Piazza Rossa è coperta da una larga distesa di feltro verde, delimitata da linee bianche e da un paio di porte. Diventa un grande campo da calcio, per volontà del fondatore dello Spartak Mosca Nikolay Starostin. Sostenuto dall'amico Kosarev, presidente della Lega della Gioventù Comunista, e appoggiato da un generale dall'Armata Rossa, Starostin, in occasione della "giornata della cultura fisica" organizzata da Kosarev, prova a convincere Stalin a introdurre il calcio come sport ufficialmente riconosciuto.

Si giocava una partita dimostrativa di calcio per gli altissimi vertici del Partito. L'ennesima dopo i tentativi falliti del presidente della Dinamo Mosca Lavrentii Beria, che aveva provato più volte a convincere il Compagno Stalin ad approvare ufficialmente quello sport. In questo momento storico, Beria è uno degli uomini più potenti dell'Unione Sovietica: avendogli spianato la strada nella sua conquista al potere, è uno dei fedelissimi di Stalin e ha appena iniziato le proprie personalissime purghe nella regione caucasica. In pochi anni diverrà anche il capo dell'NKVD, la polizia segreta che controlla lo sport tramite le «Dinamo».

Si gioca tra la prima e la seconda squadra dello Spartak Mosca. È una delle partite più belle a cui si possa assistere, finisce 4-3 per i fratelli Starostin, quasi non sembra vera. Non è vera. È una farsa nata per impressionare le Alte Cariche. I contrasti sono vietati al fine di evitare infortuni davanti alla platea; i sette gol sono concordati. Il trucco funziona, il calcio è approvato da Stalin. Nello stesso anno nasce il campionato, dominato fin dalle prime battute dai club moscoviti.

Il calcio si espande e i Ministeri ne controllano fedelmente la crescita: nascono squadre in tutta la Nazione. L'NKVD ha più potere di tutti:  tra gli anni venti e gli anni quaranta, vengono fondate le storiche Dinamo di Tbilisi (1925), Kiev (1927), Minsk (1927), Stalino (1936; poi divenuto lo Stakhanovets -> Shakhtar Donetsk), Vilnius (1940; poi divenuto lo Zalgiris) e Kishinev (1947; poi divenuto lo Zimbru). Nascono club satellite ovunque, perfino nelle province sperdute di Kirghizistan e Turkmenistan. S'impongono in ogni torneo regionale fino alla destalinizzazione (1953-56), dominando dall'Armenia all'Uzbekistan, all'Estonia. Agli altri ministeri restano le briciole, poi recuperate nei trent'anni successivi. Nel campionato sovietico, Spartak e CDKA contendono il titolo alla Dinamo ogni anno fino a quando il Ministero dell'Interno perde i finanziamenti per lo sport, le rivali cittadine ne approfittano in tutti i campi sportivi possibili e immaginabili, specialmente la polisportiva dell'esercito che, alla dissoluzione dell'URSS nel 1992, è la squadra più forte di sempre in quasi ogni sport (nel calcio, per esempio, finirà dietro Dinamo Kiev, Spartak Mosca e Dinamo Mosca per numero di titoli vinti).

Il dopo Beria è un processo complicato per le polisportive Dinamo: il vice di Stalin tenta di succedere al grande dittatore, ma fallisce ed è eliminato dai vertici del Partito. Al suo posto, come capo del Ministero degli Interni sale un certo Kruglov, che mette il suo protetto Serov al comando del KGB (erede del NKVD). Serov non ha una buona fama, si è fatto il nome come vice di Beria, ma si è miracolosamente salvato dal processo a Beria. Quando Serov perde il controllo della situazione a Budapest e provoca le rivolte del 1956, Krusciov chiede la sua testa e quella dell'idiota che l'ha piazzato lì. Quindi quella di Kruglov: questi viene prima licenziato e messo ad amministrare le centrali elettriche, mandato in pensione anticipatamente, gli è tolta la pensione, è sfrattato dal suo appartamento ed espulso dal Partito. Caduto completamente in miseria, nel 1977 muore in circostanze mai chiarite, ufficialmente investito da un treno.

Andò meglio a Serov, rimosso dal suo ruolo nel 1958 ed espulso dal partito nel 1965. Fu risparmiato dall'"essere suicidato".

Lavrenti Beria
Fonte: l'autore Davide Manca

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