Il calcio in URSS: la gloriosa Dinamo Kiev. Valeri Lobanovski (XI)

Le origini del calcio sovietico: Valeri Lobanovski. L'ultimo titolo e la fine di una grandissima epoca (1988-1990)

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
FUSSBALL 1 CL 0102BORUSSIA DORTMUND - DY

Da qualche anno, il Segretario del Partito Comunista è un certo Gorbaciov. Ha iniziato a riformare l'intera Unione Sovietica, da cima a fondo. Da un punto di vista strettamente calcistico, si aprono le frontiere. I migliori, raggiunti i 27/28 anni, possono partire.

Zavarov è il primo, destinato alla Juventus. Due anni dopo ha stracciato ogni record: peggior acquisto dei bianconeri, peggior numero dieci della storia, Calciobidone 1989 e 1990. Chiude la carriera malissimo, tra i dilettanti di quinta serie in Francia.

La finale persa con i Paesi Bassi al campionato d'Europa è una grandissima mazzata psicologica per Lobanovski. Il campionato sovietico 1988 è vinto da Kucherevskiy, inesperto allenatore che guida il Dnepr a conquistare il suo secondo campionato sovietico. La Dinamo Kiev è seconda con la miglior difesa del torneo, però il problema è davanti: Protasov non è Blokhin e il leggendario centravanti adesso gioca in Austria. Partiranno anche Belanov - clamoroso il suo flop in Germania, finito a rubare nei supermercati - Baltacha (Ipswich Town) e Rats (Espanyol).

La collaudata Dinamo Kiev non gira più. Eliminata in Coppa delle Federazioni - competizione con la quale non è mai nato il feeling: Lobanovski escluderà la propria formazione dall'edizione 1990, l'ultima dell'unico trofeo nazionale che il Colonnello non ha mai vinto - eliminata in semifinale di Coppa dell'URSS, terza in campionato, anticipata da Spartak Mosca e Dnepr. Il coach dello Spartak ha ottenuto il suo primo campionato, non sarà l'ultimo: Oleg Romantsev ne vincerà altri otto con lo Spartak nei primi dieci anni dopo la nascita della Russia.

Prima del 1989 non erano mai trascorse tre stagioni consecutive senza che Lobanovski non vincesse almeno una volta il campionato. Non è un annata positiva per Loban, quella dell'ottantanove: si rifugia nella politica, alla quale non si è mai avvicinato troppo nel corso della sua lunga carriera calcistica (tra parentesi, la Dinamo in questo periodo è sotto il controllo del Partito Social-Democratico), candidandosi alle elezioni distrettuali di Kiev, arriva terzo.

L'avventura in Coppa UEFA finisce agli ottavi di finale, con la Fiorentina. Nel dicembre dello stesso anno, il Colonnello abdica: non allenerà più l'Unione Sovietica dopo il Mondiale di Italia 1990. La vittoria nella Coppa sovietica del 1990 è l'ultimo regalo dei suoi calciatori: la Lokomotiv Mosca è strapazzata 6-1 in finale. Lobanovski raggiunge il sesto successo, l'ultimo in terra sovietica, nella Coppa dell'URSS, eguagliando Maslov (anch'egli a sei trionfi ma con tre squadre diverse) e diventando il manager più vincente dell'Unione Sovietica con 20 titoli (8 campionati, 6 Coppe e 3 Supercoppe sovietiche, 2 Coppe delle Coppe e 1 Supercoppa UEFA).

Qualificatosi per il Mondiale 1990, non può più richiamare i suoi giocatori della Dinamo Kiev come ha sempre fatto in precedenza. Perde il controllo della squadra e l’URSS affonda nel girone: sconfitta a sorpresa contro la Romania - ancora una volta per colpa di Dasayev, rimpiazzato subito dal secondo portiere Uvarov - sconfitta anche contro l'Argentina di Maradona. L'URSS vince solo con il Canada, ma ormai è fuori da Italia '90. Il Colonnello è stanco, smette di allenare, il cuore chiede una pausa: a settembre lascia anche la Dinamo Kiev al fedelissimo Puzach, rimastogli affianco per quindici anni. A fine anno, Puzach trionfa in campionato, il tredicesimo della Dinamo ucraina, squadra più vincente di sempre in Unione Sovietica.

Questo periodo lancia nel calcio europeo moltissimi talenti - Kanchelskis (Rangers), Nikiforov, Salenko (Logrones) - e dopo la partenza di Lobanovski, nel 1990, i suoi fedelissimi se ne andranno tutti in giro per l'Europa: Bessonov e Chanov (Maccabi Haifa), Protasov e Litovchenko (Olympiakos), Demianenko (Magdeburgo), Yaremchuk (Blau-Weiss Berlino), Yakovenko (Sochaux), Kuznetsov (Rangers), Bal' (Maccabi Tel Aviv) e Mikhailichenko (Sampdoria).

Fonte: l'autore Davide Manca

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