Il calcio in URSS: la gloriosa Dinamo Kiev. Valeri Lobanovski (X)

Le origini del calcio sovietico: Valeri Lobanovski. La fase calante e la finale di Euro '88 (1986-1988)

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
Vitalii Kossovskyi

Il 1986 non è finito. Lobanovski e i suoi tornano dal Messico frastornati, la Dinamo Kiev cede nel finale del campionato sovietico consentendo il ritorno di Dinamo e Spartak Moscala sezione di Kiev vince per un solo punto sui primi e grazie a un cavillo creato ad arte per Loban. Il pareggio non dà punti alla squadra che ne totalizza più di 10 in campionato. La Dinamo Kiev ne ha 12. Ma è esonerata dalla regola assieme al Dnepr per aver fornito due o più calciatori alla Nazionale sovietica.

Lobanovski vince il suo settimo campionato da allenatore, stabilendo un primato ineguagliabile in Unione Sovietica. Sarà anche il suo ultimo. Uscito subito dalla Coppa nazionale 1985-1986 - ancora con lo Spartak Mosca, ai rigori - e dall'appena nata Coppa delle Federazioni per mano di Bazylevich alla guida dello Shakhtyor, nei primi mesi del 1987 la Dinamo Kiev si gioca due Supercoppe: perde 1-0 quella contro lo Steaua Bucarest, punita da una punizione di Hagi deviata dalla barriera - probabilmente da Rats - e finita alle spalle di un incolpevole Chanov e vince ai rigori quella nazionale contro la Torpedo Mosca. Con la terza vittoria in Supercoppa dell'URSS, Lobanovski risulta essere il tecnico più vincente anche in questa competizione.

Sembra un periodo tutto sommato felice e sereno, Lobanovski è ritenuto uno dei migliori allenatori del mondo, Belanov ha appena vinto il Pallone d'oro 1986 davanti a Lineker e Butragueno - Zavarov è sesto (!), Yakovenko ventunesimo - lo stesso Zavarov è stato eletto miglior giocatore in Ucraina e in Unione Sovietica.

Dopo lo spaventoso Mondiale 1986, gli esperti hanno previsto un calo nelle prestazioni dei calciatori di Lobanovski. Il calo arriva, forse nel momento meno opportuno, ovverosia nell'estate successiva, quella del 1987. In questo periodo arriva il quinto sigillo del Colonnello in Coppa dell'URSS: la Dinamo affronta un tabellone agevole - rischia in semifinale con i cugini di Mosca - ma in finale soffre tantissimo e deve riprendere per tre volte l'omonima sezione dell'NKVD creata a Minsk. Zavarov è l'uomo della provvidenza - lo penserà anche la Juventus nel 1988 per poi ricredersi - sigla il 3-3 all'ultimo minuto e la squadra vince alla lotteria dei rigori.

La crisi atletica inizia a farsi sentire, nessuno dei fedelissimi ha riposato a dovere. Arrivano sconfitte ed eliminazioni a catena, nella semifinale di Coppa Campioni 1987 - col Porto di Fernando Gomes, Juary e del tacco di Allah inventato da Madjer - nella Coppa delle Federazioni 1987, nella Coppa dell'URSS 1988, in Coppa Campioni 1988 e in campionato, terminato in sesta posizione. Le critiche non si placano e sono unanimi: raramente il manager ha avuto così poca fiducia nei giovani del proprio vivaio.

Il 1988 dovrebbe essere l'anno della riscossa per Lobanovski, ma il cuore non segue quello che vorrebbe la testa: ha un altro attacco prima di un'amichevole con la Nazionale ed è costretto a lasciare l'incarico per diversi mesi (sostituito da Simonyan e Morozov). Ritorna per Euro 1988, in campo c'è la sua Dinamo Kiev e sono botte e gol a tutti: uno ai Paesi Bassi, tre all'Inghilterra, pari con l'Irlanda, buttano fuori anche Noi, c'è ne danno due. Il gioco del Colonnello è veloce, perfetto e futuristico quanto quello visto in Messico. Purtroppo sarà anche concreto quanto quello visto in Messico.

In finale l'Unione Sovietica incontra di nuovo gli olandesi, già matati: questa volta Gullit & Co. non si fanno più sorprendere, alla mezz'ora il Pallone d'oro 1987 pesca il vantaggio, poi van Basten centra il gol-capolavoro col pallonetto da posizione impossibile bucando Dasayev. Loban è il principale imputato della débâcle, ovvio, ha sbagliato ancora: «calciatore universale» Aleinikov - anch'egli passato a Torino proprio per aiutare Zavarov ad ambientarsi - non lo è sicuramente, schierarlo libero - nasce stopper - è la causa principale del k.o. con gli Orange.

L'URSS di Lobanovski finisce con quella meravigliosa rete di van Basten.

Fonte: l'autore Davide Manca

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