Il calcio in URSS: la gloriosa Dinamo Kiev. Valeri Lobanovski (III)

Le origini del calcio sovietico: Valeri Lobanovski. L'arrivo a Kiev e la prima doppietta (1974)

di Davide Manca
Davide Manca
(372 articoli pubblicati)
Oleh Blokhin USSR 1984

A Kiev, Lobanovski spezza definitivamente il dominio dei club russi. È uno dei primi a studiare seriamente l’effetto della dieta sui suoi giocatori e gli vieta categoricamente il consumo di alcolici, pena l'espulsione dalla squadra. Approdato alla guida della Dinamo, trova un gruppo esperto, amalgamato da un'ottima intesa e formato da giocatori talentuosi che possono giocare in più ruoli: il Colonnello riesce a imporre in pochi mesi il suo stile di gioco

Si attacca in otto e ci si difende in otto: gli unici fissi sono i centrali difensivi Fomenko e Reshko, che non vanno mai oltre la propria metà campo. Vi sono poi altre tre linee: quella formata dai difensori Troshkin, Matvienko e Konkov, più avanti Muntyan, Veremeyev e Kolotov e in attacco Blokhin e Onischenko. Spiccano su tutti Vladimir Veremeyev e Viktor Kolotov. Dai piedi di Veremeyev parte tutto, è l'erede di Voinov nel gioco della squadra: Lobanovski gli concede libertà incondizionata, può svariare ovunque, tira ogni calcio da fermo, spesso arretra a ultimo difensore e da «libero» imposta il gioco. Kolotov è un fenomenale incursore che si adatta presto a giocare in ogni ruolo (dal mediano al centravanti), diventando l'altra stella della squadra.

Il manager debutta il 20 ottobre 1973 a Leopoli, vincendo 5-4 ai rigori in campionato contro il Karpaty dopo lo 0-0 regolamentare (in un campionato che non prevede il pareggio).

All'inizio del 1974, Lobanovski chiama alla Dinamo Kiev Bazylevich, che aveva già allenato nei due anni precedenti lo Shakhtyor. Pur avendo entrambi praticamente lo stesso ruolo, Bazylevich si occupa specialmente della parte teorica, mentre Lobanovski di quella pratica. Nello stesso anno, rafforza ulteriormente il proprio staff tecnico con l'arrivo di Anatoli Puzach in qualità di assistente e di Valentin Petrovski nel ruolo di preparatore atletico. Petrovski è l'allenatore del velocista Valery Borzov, vincitore di due ori a Monaco 1972.

Durante il campionato del 1974, la squadra riceve critiche negative da parte della stampa: il gioco è fin troppo difensivo e il ritmo molto basso. La Dinamo resta imbattuta a Kiev, ma cade più volte in trasferta: ciononostante, Lobanovski vince il suo primo titolo d'allenatore con due partite ancora da giocare. In Coppa, il club esclude il Dnepr (passato all'amico Kanevski), la Dinamo Tbilisi e lo Zorya in finale (3-0 ai supplementari): la Dinamo Kiev vince il trofeo e realizza la doppietta nazionale.

Lobanovski ha esordito anche in Europa. Ha giocato quattro partite di Coppa UEFA alla fine del 1973, vincendo contro i danesi del B 1903 prima di uscire agli ottavi di finale contro i tedeschi dello Stoccarda: i sovietici vincono 2-0 in casa, ma in Germania perdono 3-0. Lobanovski e Bazylevich comprendono che la Dinamo, pur stracolma di talenti, non è ancora in grado di affrontare le competizioni europee.

La fine del campionato nazionale per molti calciatori sovietici significa «vacanza» (anche se «vacanza» in Unione Sovietica nel 1974 significa "stare zitti e buoni a casa"). Non per Lobanovski e la sua squadra. Ci si allena anche d'inverno, con prolungate trasferte nei paesi occidentali, all'inizio con molte sessioni teoriche e tattiche e in un secondo momento con estenuanti allenamenti in campo. I risultati arrivano, anche nelle amichevoli internazionali: la squadra è nettamente più in forma delle altre, il tecnico è riuscito a dare la propria impronta al gioco, molto più «moderno» e vicino al calcio totale fatto vedere dagli olandesi durante i Mondiali 1974.

Fonte: l'autore Davide Manca

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