Il calcio è uno sport solo per uomini?

Nonostante l'era della globalizzazione, le donne rischiano di passare in sordina anche nello sport

di Giuseppe Capano
Giuseppe Capano
(16 articoli pubblicati)
Chelsea Women v Olympique Lyonnais Women

Ci siamo, domenica inizia il mondiale di calcio femminile in Francia. Una boccata di ossigeno per noi italiani dopo l'ancora cocente delusione mondiale. Eppure, questo mondiale rischia passare in sordina data la poca platea di pubblico. I dati che emergono dalla Feder Calcio sono preoccupanti. Infatti, nel nostro paese abbiamo solo 24 mila tesserate, molto poco se si considerano i paesi del nord Europa o gli Stati Uniti

Sicuramente in questi ultimi anni, il calcio femminile italiano ha acquisito maggiore credibilità, grazie anche alle grandi squadre (vedi Juve, Milan e Inter) che hanno cercato di recuperare il tempo perduto. La strada è ancora molto lunga, sopratutto se si azzardano paragoni con gli U.S.A, dove le bambine hanno strutture idonee per potersi esprimere al meglio e sognare in grande. 

Purtroppo, anche il reddito delle nostre giocatrici è inferiore rispetto ad altre nazioni. In Italia ( nella migliore delle ipotesi), il reddito di una giocatrice si aggira intorno ai 30 mila euro, nettamente ridotto rispetto a quello degli uomini.  Questa assurda situazione ( se così possiamo definirla), non avviene in Norvegia, dove gli stipendi in nazionale sono ripartiti in maniera equa tra uomini e donne.  Questione di mentalità? Può essere, ma le polemiche non cessano sopratutto per la questione premi FIFA. 

Questa volta a parlare è la giocatrice più forte al mondo Ada Hegerberg.  La giocatrice norvegese, vincitrice del primo pallone d'oro, tuona in maniera dirompente verso la FIFA. Era attesa come punto di riferimento in questo mondiale ma ha deciso di non prendervi parte per essere coerente con la sua posizione.  La stessa Hegerberg dichiara: " Si sa, il calcio dei maschi ha platee infinite, e si sa che la via dell'emancipazione è ancora lunga, ma le ragazze non possono essere viste come soggetti strani". 

Parole rumorose che spingono ad una riflessione approfondita. Ad oggi, non bastano più gli slogan per combattere la discriminazione nei confronti delle donne, occorrono urgentemente misure concrete. 

Fonte: l'autore Giuseppe Capano

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