14 e 21: il calcio dà i numeri!

Proseguiamo il nostro viaggio fra i numeri del calcio

di Marco Fiammetta
Marco Fiammetta
(80 articoli pubblicati)
14 biancorosso e 21 bianconero

Molti calciatori legano la propria carriera ad un numero che, spesso, diventa un marchio distintivo. Abbiamo già raccontato alcune storie legate a due numeri poco usati nel mondo dello sport: il 13 e il 17. Fino alla metà degli anni novanta i calciatori scendevano in campo indossando maglie numerate da 1 ad 11. Spesso il numero corrispondeva al proprio ruolo: il 12 veniva indossato dal secondo portiere, mentre gli altri componenti la panchina ricevevano maglie con i numeri successivi. Ogni partita le maglie numerate da 1 ad 11 venivano ridistribuite ai titolari. Senza eccezioni. Almeno fino all'ottobre del 1970. In Olanda. 

In occasione della sfida fra il suo Ajax ed il PSV Eindhoven, Johan Cruijff, al rientro dopo un infortunio, scese in campo con la maglia biancorossa numero 14. Un numero che lo aveva inseguito durante tutta la vita. L'ora di nascita, il numero civico della sua abitazione, la targa dell'auto (14-14-TS). Da quella partita il 14 sarebbe stato anche il suo numero sul campo di gioco. Indossando il 14 il Profeta del gol condusse i suoi compagni alla conquista di tre edizioni consecutive della Coppa dei Campioni (fra il 1971 ed il 1973) e della Coppa Intercontinentale del 1972. Inoltre venne premiato tre volte con il Pallone d'Oro. Nella sua successiva esperienza al Barcellona, a causa del regolamento, dovette tornare ad indossare la numero 9.

Al contrario del campione oranje, il francese Thierry Henry, dopo avere indossato la maglia numero 14 dell'Arsenal poté mantenere il suo numero abituale anche in Catalogna. Nella sua esperienza londinese Henry si aggiudicò la Scarpa d'Oro nel 2004 e nel 2005. Quattro anni dopo, con la 14 del Barcellona, conquistò la Champions League, la Supercoppa europea e la Coppa del Mondo per club. In occasione dei trionfi in nazionale nella Coppa del Mondo (1998) e nei campionati europei (2000) l'attaccante francese indossò un numero diverso dal suo abituale: il 12.

Come il suo capitano, Didier Deschamps, che in nazionale portava il numero 7, mentre nella Juventus indossava un altro numero: il 14! Fra le vittorie in bianconero il centrocampista francese, nel 1996, conquistò la Supercoppa europea e la Coppa Intercontinentale. In occasione di quei trionfi internazionali la maglia a strisce numero 21 era indossata da un altro dei protagonisti dei successi dei bleus: Zinedine Zidane. Nei suoi anni alla Juventus, Zizou conquistò il Pallone d'Oro del 1998. 

Nella Francia campione di tutto della fine degli anni novanta la maglia numero 15 aveva un solo padrone: Lilian Thuram. Anche il difensore francese, però, nella sua squadra di club, il Parma, indossava un altro numero: il 21! Fra i due successi con la nazionale, Thuram vinse con la maglia gialloblù la Coppa UEFA del 1999. Nell'estate del 2001 il difensore francese (con il suo compagno di squadra Gianluigi Buffon) passò alla Juventus dove prese il suo 21 lasciato libero da Zidane, passato al Real Madrid.

In occasione della finale della Coppa del Mondo disputata a Berlino nel 2006, Thuram e Zidane furono sconfitti dall'Italia: il numero 21 azzurro era Andrea Pirlo. Con la maglia del Milan (con lo stesso numero) il Maestro conquistò anche due Champions League (2003 e 2007) e la Coppa Intercontinentale del 2007. Prima di continuare a conquistare successi con la maglia della Juventus.

Se Pirlo è stato fra i protagonisti del mondiale vinto nel 2006, la corsa infinita di Marco Tardelli dopo la seconda rete nella finale contro la Germania Ovest è rimasta una delle immagini più emozionanti del Mundial del 1982. La sua maglia era la numero 14!

Anche nel basket il numero 14 è stato sinonimo di vittoria. Nella finale di Nantes dei campionati europei del 1983 il play azzurro era Pierluigi Marzorati che indossava, come nella Pallacanestro Cantù, la canotta numero 14. L'Ingegnere Volante guidò la sua squadra di club alla conquista di due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro Coppe delle Coppe e quattro Coppe Korac!

Fonte: l'autore Marco Fiammetta

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