Il calcio ad un bivio, tra sport e businnes

Ingaggi faraonici, diritti tv alle stelle, brand pubblicitari sempre più scatenati. Il mondo del calcio è in continuo mutamento e non è detto che sia un bene.

di Jacopo Sansuini
Jacopo Sansuini
(28 articoli pubblicati)
Neymar a Parigi

Il calcio, il nostro amato calcio sta percorrendo in questi ultimi anni un passaggio storico, epocale. L'ingresso nella galassia calcistica, soprattutto europea,  delle più variegate potenze economiche del mondo, ha stravolto e sta stravolgendo gli equilibri e le dinamiche del gioco più bello del mondo. La pallina lanciata sul piano inclinato ora sta vorticosamente viaggiando alla velocità della luce, fermarla ormai è quasi impossibile. Il mondo del calcio infatti negli ultimi anni ha registrato una vera e propria impennata dal punto di vista economico. Gli ingaggi dei migliori giocatori sono letteralmente lievitati, trasformando gli stessi in vere e proprie aziende che minuziosamente e scrupolosamente curano il loro brand, ovvero se stessi. I trasferimenti nelle sezioni di calcio mercato toccano cifre senza senza alcun senso logico, per non parlare dei diritti televisivi, venduti ormai a miliardi di euro. 

Ma in tutto questo vorticoso giro di denaro che aleggia sul mondo del calcio, c'è ancora spazio per il sentimento, la passione, le emozioni vere e sincere e non quelle costruite? E' questa la domanda chiave. E giusto che un calciatore, un campione, arrivi a guadagnare addirittura quaranta milioni all'anno per giocare a calcio, quando la condizione media dei comuni mortali e decisamente diversa? Questo sistema, a questi ritmi ed a questi costi per quanto ancora potrà andare avanti? La verità è la risposta stanno in quella pallina di prima, lanciata sul piano inclinato. Essa continuerà a correre sempre più veloce, non si torna di certo in dietro. Attenzione però. Il piano su cui scorre e continuerà a scorrere dovrà essere forte, robusto e pieno di barriere, altrimenti sarà la fine. 

Il limite morale di pagare un calciatore oltre duecento milioni di euro è già stato raggiunto ed abbattuto. Ricordiamoci che il calcio è bello proprio perchè è uno sport che può essere praticato da chiunque, in qualsiasi posto del mondo. Basta avere una palla, che poi la porta in qualche modo si riesce a farla. La bellezza del calcio stava nella sua innocenza, nella sua semplicità, nelle sue emozioni, quelle vere e non costruite. I soldi, le montagne di soldi, potranno mai inquinare tutto questo tesoro morale? Speriamo proprio di no. 

Fonte: l'autore Jacopo Sansuini

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