Grazie Diego. Riposa in pace perché il signore non ti giudicherà mai

l'umanità è in debito con Maradona, e chi non rispetta la sua morte, attraverso dichiarazioni cattive, sta cercando visibilità, per meri interessi personali.

di Fabio Faiola
Fabio Faiola
(44 articoli pubblicati)
SSC Napoli Archive

Purtroppo nemmeno da morto Maradona viene lasciato in pace, né da una parte dai media né da personaggi  dello spettacolo e del giornalismo italiano, e non rispettarne la morte è ignobile, oltre che meschino, perché non può difendersi dalle accuse e dalle dichiarazioni cattive e a gamba tesa, di molti di loro. Per fortuna Diego Armando Maradona ha tutto il mondo calcistico, e non solo, dalla sua parte pronto a difenderlo da ogni maldicenza gratuita. La città di Napoli, con cui il campione argentino creò una osmosi irripetibile, al pari di San Gennaro, è la prova vivente di quanto amore ci sia stato tra il Pibe de Oro e la sua gente, e solo chi ha vissuto li può esserne testimone oculare, mentre gli altri come me possono solo immaginarla (ahinoi). Maradona ha aiutato migliaia e migliaia di poveri senza mai dirlo in pubblico, proprio perché le persone, oneste intellettualmente, la beneficenza la fanno senza sbandierarla in tv.

Nella sua penultima esperienza da tecnico sulla panchina dei Dorados di Sinaloa, che prese all'ultimo posto in classifica portandoli alla finale di apertura e clausura della seconda divisione messicana nella stagione 2018-19, disse affranto al suo presidente Nunez che nonostante abbia fatto del bene alle persone, venga ricordato solo per il male. In questa dichiarazione c'è tutto quello che è stato Diego lungo il percorso della sua esistenza, e vedere (anzi sentire) i tifosi del San Luis che durante la finale del torneo di apertura gli gridavano Maradona fa schifo, è stato, per  me, un'ulteriore dolore aggiunto a quello della sua dipartita. Veniva presentato spesso come il mostro brutto e cattivo della droga, e ha pagato, più di qualsiasi altro VIP che assume stupefacenti, questa drammatica dipendenza, ma chi lo ha conosciuto sul serio e in profondità sa benissimo che non era l'uomo nero, ma ben altro.

 Adesso non sta a me dire chi era Maradona, perché non ho le conoscenze e né tanto meno le competenze per farlo, ma ve lo voglio ricordare attraverso alcune delle sue dichiarazioni più celebri, che lo hanno reso grande anche fuori dal campo:

"Un fenomeno e un amico. Uno dei migliori compagni che abbia avuto in tutta la mia carriera (Careca)."

" In campo non ci si batte con le armi, bensì con il pallone. E comunque no, non so parlare l'inglese, ma anche se lo conoscessi non lo parlerei (prima della partita nel 1986 contro l'Inghilterra)."

"Io corro, io lotto, ma soprattutto dialogo con la palla, per divertire la gente".

"I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli".

"Se fossi andato alla Juventus quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena".

"Una volta lo sport era diverso e noi eravamo gli ingranaggi di una macchina di immensi interessi economici, politici, industriali, di immagini."

"Non sarò mai un uomo comune".

"Non me la sentivo più di essere un simbolo, di rappresentare qualcosa, di reggere tutto lo stress che procura questa macchina, questo calcio. Confesso la mia incapacità, la mia fragilità, anche se la mia presunzione, il mio orgoglio mi facevano apparire diverso".

"So di aver fatto del male prima di tutto a me stesso e quindi alla mia famiglia, alle mie figlie. Credo che in futuro imparerò a volermi più bene, a pensare di più alla mia persona".

"Il miglior avversario che abbia mai avuto in tutta la mia carriera, credo basti questo per definirlo (Matthaus)".

"Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino, non brasiliano, spagnolo, tedesco, francese o italiano e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in questo paese".

"So di non essere nessuno per poter cambiare il mondo, ma non voglio che entri qualcuno nel mio per condizionarlo".

"Se non sono felice dentro non riesco a essere un campione".

"Io sono la mia colpa e non posso più rimediare".

Concludo con una frase del cantante Manu Chao in cui dice che Maradona é la vita moltiplicata per cento.

GRAZIE DIEGO!

Fonte: l'autore Fabio Faiola

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