Gli allenatori più sopravvalutati dell’ultimo ventennio

Perché a volte sul mercato una buona pubblicità vale più dei risultati

di Damiano Angelucci
Damiano Angelucci
(4 articoli pubblicati)
Olympique de Marseille v Juventus FC - P

Una speciale classifica degli allenatori che per i più svariati motivi - stampa, opinione pubblica, ottimi procuratori- godono di una fama che resta per certi versi incomprensibile.

5° Posizione: Roberto Mancini. Accostato addirittura alla guida dell’Italia (per la serie al peggio non c’è mai fine), il ciuffo brizzolato più famoso d’Italia – primato conteso soltanto dalla mitica acconciatura della meteora Zazzaroni di “Quelli che il calcio”, quando nella trasmissione ancora si parlava di calcio – occupa la posizione più lontana dal podio di questa classifica perché i titoli vinti sono dalla sua parte.
Le sentenze del campo non si discutono, ma vincere campionati con una squadra attrezzatissima come l’Inter, previa eliminazione fisica delle maggiori contendenti quali Juve e Milan, è come sedersi ad una tavola già apparecchiata con commensali vegani e riuscire a mangiare più carne di tutti. La Premier League vinta col Manchester City è stato l’unica assegnata per differenza reti: infatti i Citizens arrivarono a pari punti con lo United, per di più vincendo l’ultima partita 3-2 in casa del QPR segnando al 91’ e al 94’, roba che a confronto battere un poker d’assi con una scala reale è consuetudine.
Nella seconda esperienza all'Inter riesce a sfiduciare anche i pochi tifosi che ancora credevano in lui.
Avendo battuto il primato di allenatore più pagato in ogni club che ha allenato, in pratica assumere Mancini è come acquistare una Volkswagen pagandola come una Ferrari.

4° Posizione: Gian Piero Ventura. Il 90% degli Italiani lo metterebbe in prima posizione, se non altro per arroganza e strafottenza sfoggiate in Nazionale . Ma Ventura non è un cattivo allenatore, anzi a Bari e Torino ha insegnato buon calcio. Questo però non basta, nei palcoscenici internazionali bisogna saper gestire le pressioni, le personalità di giocatori affermati e si affrontano colleghi più esperti.
Ventura paga l’aver fatto il passo più lungo della gamba, frutto della scelta scriteriata di chi gli ha proposto una delle panchine più importanti e gloriose del pianeta calcio.

3° Posizione: André Villas-Boas. L’aver vinto un Europa League col Porto e vari trofei nazionali portoghesi gli è bastato a guadagnarsi la nomea di “nuovo Mourinho”, salvo poi steccare le possibilità di riconferma: nel Chelsea chiude con un esonero (la stessa squadra vincerà la Champions pochi mesi dopo, con Di Matteo, ndr); nel Tottenham rescinde consensualmente il contratto dopo un’umiliante sconfitta casalinga per 0-5 per mano del Liverpool.
La positiva esperienza in Russia col ricchissimo Zenit non ha evidentemente dato credito allo “Special Two”, dato che ora è in Cina, ad assecondare dei magnati cinesi convinti che prima o poi molti campioni stranieri si adatteranno a vivere di riso e smog.

2° Posizione: Walter Mazzarri. Ad un pelo dal primato di questa classifica perché , pur avendo idee e buon gioco è di fatto un “piangina”. Dopo la gavetta infatti allena squadre del calibro di Sampdoria, Napoli e Inter e ad ogni “non vittoria” non fa altro che prendersela con qualsiasi fattore esterno (arbitri, terreno di gioco, tifosi avversari, stampa nemica, agenti atmosferici avversi) senza mai assumersi responsabilità proprie o di squadra.
Se poi il tuo nemico principale non sono i giocatori avversari ma la pioggia, e scegli di andare ad allenare in Inghilterra, beh allora il 17° posto in campionato bisogna aspettarselo…

1° Posizione: Marcelo Bielsa. Per la prima posizione siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno di psicosi collettiva. Bielsa viene soprannominato “El Loco” per il suo carattere impulsivo, ma devono essere più matti di lui i suoi estimatori: il suo palmares, in 18 anni di carriera, consiste in un oro olimpico con l’Argentina.
Eppure riempe pagine di giornali e fa disperare (?) i tifosi delle squadre che rifiuta (!) di allenare.

È proprio vero che la pubblicità è l’anima del commercio: può convincere gli eschimesi che un frigorifero è indispensabile per sopravvivere al Polo.

Fonte: l'autore Damiano Angelucci

DI' LA TUA

2
2 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

  1. Matteo Piraccini - 3 anni

    Bell’articolo! Concordo pienamente

    1. angdam_86 - 3 anni

      Grazie! Sono felice ti sia piaciuto

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.