Potere ai giovani: la nuova Italia che avanza

I giovani d'Italia protagonisti sopra un palcoscenico improvvisato.

di Luigi Salvaggio
Luigi Salvaggio
(4 articoli pubblicati)
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"Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro", il messaggio lanciato da Robert Zimmermann, conosciuto al mondo come Bob Dylan, è forte e chiaro. Una sveglia che suona nel momento inaspettato, un allarme che scatta in casa in piena notte, un portiere che chiude le porte girevoli che fino a quel momento avevano fatto passare ogni sorta di vento straniero arrivato da altrove. Così l'Italia, il Paese della poesia, della cultura, della classica romanza e patria dello sport d'alto livello, viene svegliata da un esercito improvvisato di giovani senza armi; si tratta di giovani calciatori che delle notti magiche del 2006 ricordano ben poco, forse nulla, forse qualche auto che abbaglia la luna festeggiando il momento migliore del calcio nostrano.

Arrivano da tutte le parti d'Italia, hanno in mente l'idea di riprendersi gli spazi scomparsi dopo la fatale Svezia, li hanno soprannominati Millennials, li hanno visti dominare su calciatori affermati, alcuni difendono i pali delle squadre più ambite al mondo a soli 19 anni, altri si prendono le chiavi del centrocampo di storiche compagini alzandone il livello, altri si scoprono improvvisamente con alcune possibilità concesse da allenatori lungimiranti. Nel frattempo l'Europa che conta li guarda con attenzione, porta i propri osservatori negli stadi che vedono i nuovi talenti imporsi nel panorama sportivo mondiale. Roberto Mancini, nuovo ct dell'Italia succeduto al triste Ventura, è padrone incontrastato del nuovo ciclo, della nuova era. La sua linea è chiara e trasparente: inserire la nuova generazione nei meccanismi della Nazionale maggiore e farne una vera e propria macchina da guerra capace di asfaltare chiunque vi si ponga dinanzi.

Le linee di dettame sono state spiegate più e più volte, riportare l'Italia dove merita, perché tutti si sono lasciati prendere la mano, perché nonostante il sole risplenda in cielo quaggiù sembra che si portino le nuvole dentro, perché quella magia, quel sorriso regalato dallo sport di punta dello stivale tricolore non se ne vada insieme all'acqua di una pioggia qualsiasi. A voi, nuova Italia che avanza, l'onere e l'onore di portare sulla vostra schiena il volto del domani con uno sguardo a quello che c'è stato ieri e a quello che c'è oggi ricordando che, come recitava Luigi Pirandello, "la facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita”. 

Fonte: l'autore Luigi Salvaggio

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