Per l’Inter si può già parlare di rimpianto Zaniolo?

Alla scoperta di Nicolò Zaniolo. Considerazioni sulle caratteristiche tecnico-tattiche e sul mancato impiego nell'Inter

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
SESTO SAN GIOVANNI, ITALY - DECEMBER 02: Nicolo Zaniolo of FC Internazionale celebrates after scoring the first goal during the Serie A Primavera match between FC Internazionale U19 and Juventus FC U19 at Stadio Breda on December 2, 2017 in near Sesto San Giovanni, Italy. (Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

Prima la convocazione in Nazionale, poi l’esordio in Champions al Bernabeu, adesso l’exploit in campionato con la Roma. Per Nicolò Zaniolo si può già parlare di un vero e proprio rimpianto dell’Inter? Personalmente ho sempre seguito la Primavera con gli occhi di un interista innamorato che vorrebbe vedere certi talenti esplodere con la maglia nerazzurra. Zaniolo l’ho osservato in qualche partita e mi aveva conquistato il cuore. Strapotere fisico (per lui 1,9 metri di altezza e 79 kg di peso), personalità, duttilità tattica e una certa facilità nel fare gol. Però si parlava pur sempre di un calcio giovanile e certi aspetti venivano un po’ sottovalutati. Quando questa estate l’Inter ha cominciato a fare plusvalenze cedendo i giovani della Primavera, ho sperato con tutto me stesso che almeno Zaniolo sarebbe rimasto. E invece lo abbiamo visto entrare nello scambio per Nainggolan tra lo stupore e lo scetticismo generali (alcuni lo hanno persino presentato come attaccante).

TREQUARTISTA SPALLETTIANO
Nel 4-2-3-1 di Spalletti il trequartista è il giocatore chiave. Più che un ruolo è un compito che nella sua prima Roma lo aveva svolto egregiamente Perrotta e nell'ultima Roma Nainggolan. I compiti che Luciano chiede al suo trequartista sono sia difensivi, come quello di essere il primo a portare il pressing sui portatori di palla avversari, sia offensivi, come la capacità di inserimento in area. Caratteristiche che l’Inter dell’anno scorso non aveva in nessun trequartista provato da Spalletti: Brozovic, Joao Mario, Borja Valero e Rafinha. Non che abbiano giocato male, soprattutto il brasiliano, ma non rispettavano i parametri del trequartista spallettiano. Tutto questo discorso a cosa serve? Serve a “giustificare” la scelta societaria dell’Inter nell'investire su Nainggolan: il calciatore richiesto dal mister. Col senno di poi, Zaniolo non sarebbe potuto essere un ottimo trequartista spallettiano

UNICA CONVOCAZIONE
Il vero rimpianto è averlo perso così. Ceduto alla Roma con un po’ di resistenza da parte di Ausilio (come raccontato nell'intervista rilasciata a Di Marzio del DS nerazzurro e di Monchi) ma senza alcuna presenza con l’Inter. Eppure l'illusione che potesse quantomeno subentrare c'è stata. Quando? Il 13 Aprile del 2018. L’Inter andava a Bergamo, per affrontare l’Atalanta, quasi senza centrocampisti. Gli unici a disposizione erano Gagliardini, Borja Valero e Rafinha. Così Spalletti aveva convocato Zaniolo ed Emmers dalla Primavera. Almeno uno dei due entrerà, pensavo… Quella partita l’Inter la pareggerà 0 a 0, Spalletti farà soltanto 2 cambi (di cui uno al 90’) facendo entrare Eder e Karamoh per provare a vincere la partita.

LA ROMA E DI FRANCESCO
Nicolò ha dimostrato di essere maturo. La vera sorpresa è stata questa. Nessuno poteva aspettarsi una sua esplosione così, al primo anno alla Roma, con davanti gente del calibro di Pellegrini e Pastore. Eppure Zaniolo ha trovato un allenatore che gli ha dato fiducia e lo ha lanciato (addirittura al Bernabeu). Fiducia che gli era mancata all’Inter.

LO SCAMBIO
Lo scambio che ha coinvolto Zaniolo riguardava l’acquisto da parte dei nerazzurri di Nainggolan. Si parlava di “affare Inter”; fa riflettere come l’opinione pubblica possa passare da affare a “rimpianto Inter” (o affare Roma) in così poco tempo. Nainggolan è andato all’Inter per 24 milioni più l’inserimento di due contropartite tecniche, Zaniolo e Santon (il “bambino” Mourinhano che è stato uno dei pochi della Primavera a trovare spazio tra i grandi, salvo poi deludere anno dopo anno).

IL FUTURO
Il futuro è tutto suo. Zaniolo è destinato a diventare uno dei pilastri della Roma e della Nazionale. In Italia siamo abituati a dare giudizi affrettati: a bollare come “bidone” un ragazzo che sbaglia al primo anno in A e come “fenomeno” uno che gioca bene soltanto mezza stagione. Ma Zaniolo sembra avere le spalle larghe e anche parecchia dose di umiltà, due aspetti che lo aiuteranno nella sua carriera.

AS Roma v US Sassuolo - Serie A
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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