Fuga di talenti? No, mancanza di coraggio e lungimiranza dei team

I baby fenomeni anche se rimanessero da noi non giocherebbero,  ben venga l'estero per tutti loro

di Luca Sala
Luca Sala
(137 articoli pubblicati)
Italo cup

Il made in Italy in tutti o quasi i settori merceologici, cosi come da ultimo nel nostro sport nazionale  per eccellenza  ,fatica a mantenersi competitivo dandosi quel tocco di nuovo indispensabile per stare da protagonista sul mercato.

Ecco allora le numerose acquisizioni dei grandi nomi o marchi nazionali ad opera di multinazionali che in fondo cosi' male non fanno, se e' vero come e' vero che fosse per noi tante marche storiche avrebbero gia' chiuso da un pezzo al pari di squadre sportive ridimensionate o fallite.

La competenza e la proverbiale visione tipiche del vero padrone illuminato anche nel football nostrano e' merce rara e per me non e' una questione di nazionalita'. Riferendoci infatti all'inutilizzo ormai diffuso dei giovani talentuosi virgulti mi sento di accomunare facilmente  Roma ed Inter  cosi come Juventus e Milan e quindi i loro presidenti americani, cinesi e piemontesi.

Rinunciare a El Shaarawy finito in Cina per soldi è stato oltremodo facile per la sua  età leggermente superiore  , così come  il promettente attaccante della primavera interista Pinamonti passato al Genoa  nonostante la conclamata mancanza di attaccanti, mentre i casi del celebre duo Moise Kean - Patrick Cutrone  differiscono per il loro effettivo valore ben superiore e certificato dal campo di gioco.

Niente di nuovo o di strano se  chi  per presenza  effettiva  e preferenza del mister apparisse chiaramente più bravo, straniero o italiano che fosse, difficile invece assuefarsi alla loro diffusa e sistematica esclusione per supposte  mancanza di appeal e disciplina agli occhi e orecchi  dei loro fans.

Vedremo chi avrà ragione, personalmente ai troppi improbabili allenatori  e direttori sportivi , o presunti tali, d'Italia  , fustigatori di costumi più che veri professionisti preferisco di gran lunga chi difenda e sappia valorizzare con schemi coraggio e tanto buon senso i giovani talenti che per sbocciare avrebbero bisogno sostanzialmente di uomini  che li guidino, in campo e fuori ,come facevano gli intramontabili  Giovanni Trapattoni e Carlo Mazzone,  i Moratti , Gianni Agnelli e Boniperti, Corioni e i Bortolotti. 

Fonte: l'autore Luca Sala

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