Genoa non si onora rinviando due partite

Il rinvio di Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina è sbagliato. Sarebbe stato meglio devolvere parte degli incassi delle squadre alla città colpita

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
Morandi Highway Bridge Collapse in Genoa

Quando è giunta la notizia che la Lega Serie A aveva approvato la proposta del presidente Ferrero di rinviare Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina, il mondo del web è esploso e si sono subito create due fazioni. Io, personalmente penso che la decisione presa dai vertici della Federazione sia assolutamente sbagliata, in quanto non giocare domenica per poi far disputare i match in settimana mi sa molto di incoerenza. Per come la vedo io, se il settore pubblico non è stato per nulla vincolato da questo catastrofico incidente, direi giustamente, perché lo dovrebbe essere il calcio che per lo più è anche un business privato? Ci sono stati altri casi nel corso della storia in cui attentati o eventi scioccanti hanno causato morti e feriti, ma il campionato non si era quasi mai interrotto. Prendiamo in considerazione il terremoto di Amatrice, avvenuto il 24 agosto 2016. Quell'anno la Serie A era iniziata quattro giorni prima, e nonostante nel Lazio ci fossero circa 300 vittime, nessuno ha nemmeno lontanamente pensato di non disputare la giornata seguente. Invece questa volta lo si è fatto, ma al di là delle due partite, c'è qualcosa di ancora peggiore su cui riflettere. Se ci fate caso, quasi nessuno ha accennato alla possibilità di far "saltare" tutta la prima di campionato. Dove sta il perché in questa storia? Esso si nasconde tra le fila della Juventus, e più precisamente in Cristiano Ronaldo. Domani il Bentegodi sarà tutto esaurito, gli occhi di tutta l'Italia e del mondo saranno puntati su Verona, su CR7 che inizia una nuova avventura calcistica. Ronaldo in Italia significa generare profitti, mettere in cassa più soldi di quanto eravamo abituati a fare. L'economia in questo caso va oltre, sorpassa e non di poco la morale. Perché in questo caso non si è detto nulla?

Credo che la soluzione migliore da adottare sarebbe stata quella di devolvere parte degli incassi diretti alle squadre alla città colpita, a Genova, un modo per aiutare una realtà in difficoltà a risalire la china passo dopo passo. Un gesto di solidarietà, da affiancare al lutto al braccio e al minuto di silenzio. Dopo la morte di Astori il nostro calcio ha dimostrato a tutti che l'Italia non è per nulla un Paese menefreghista in casi come questi. Con la decisione di ieri, abbiamo fatto capire che talvolta il buonsenso non viene preso in considerazione. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.