Forza Cagliari, dalle cadute ci si alza sempre

La prossima gara contro l'Udinese fondamentale per comprendere la solidità del gruppo

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(40 articoli pubblicati)
Cagliari Calcio v SS Lazio - Serie A

Può una partita essere condizionata da un numero? A volte sì. Lungi da me attribuirgli un grado di sfortuna: il 7 è, da sempre, il numero mio prediletto. Però in Cagliari-Lazio, il posticipo della sedicesima giornata del campionato di Serie A finito in polemica, questo numero ha inciso parecchio. Per compagine fortunosamente, per l'altra no. E, di seguito, ne analizzo il perché.

Minuti di recupero. Raramente se ne assegnano così tanti, ma accade. Succede, proprio come lunedì al direttore di gara Maresca, di assegnare 7 minuti di recupero. Che hanno dato avvio ad una serie di recriminazioni perché ritenuti eccessivi e non giustificati da interruzioni VAR e sostituzioni. Entrambi i gol laziali sono arrivati in questi minuti supplementari. Il primo, al '93, e il secondo al '97 inoltrato. Quel'ultimo, la rete della vittoria, è quello che ha fatto più scalpore poiché, secondo molti, la partita doveva essere già terminata. Ma la sostituzione di Nainggolan giustifica i trenta secondi aggiuntivi nei quali i rossoblu hanno perso il match condotto in vantaggio per 1-0 proprio fino al minuto '92. Tanto rammarico per le occasioni sfumate nell'arco dei novanta. Che sono tante. E da qui si dovrebbe ripartire.

Assenze. Gli assenti per infortunio o per squalifica sono 7: i portieri Olsen e Cragno, poi Ceppitelli, Birsa, Castro, Rog e Pavoletti. Tutti nomi importanti che a Maran avrebbero fatto piuttosto comodo. Questa valutazione è necessaria per far comprendere la forza di questa squadra che nonostante gli assenti occupa una posizione di classifica di tutto rispetto. A inizio stagione, forse impensabile.

Punti dal vertice. Se il Cagliari avesse vinto la sfida contro i biancocelesti sarebbe salita a 7 punti di distacco dalla prima posizione occupata da Inter e Juventus. La posta in palio era alta ma considerata la difficoltà della sfida, un pizzico di sfortuna e qualche errore tattico è andata in fumo. I 7 punti dalla vetta non si sono concretizzati. Ma il fatto di stare ancora là in alto, fra le prime cinque, qualcosa dovrà pur significare. Minuti di recupero, assenze e punti in classifica sull'orbita del 7: sono queste le considerazioni che analizzano una gara nella quale questo numero ha così influito nelle logiche della gara.

L'ambiente da questo incidente di percorso non dovrebbe comunque destabilizzarsi. La squadra, seppur indebolita dai guai muscolari e dalle squalifiche, ha dimostrato quanto conti il fattore psicologico e la serenità del gruppo. E il quinto posto in classifica non deve esser visto come un fallimento: lassù ci stanno i grandi, perciò è una conquista. Dalle cadute ci si alza sempre, senza crogiolarsi troppo sul quel che poteva essere e non è stato: l'atteggiamento vincente non può che essere questo. Quindi testa alla prossima gara contro l'Udinese, nella quale il Cagliari dovrà dimostrare davvero se la mentalità è quella giusta per reggere un certo tipo di pressioni. E per ambire a competizioni che profumano di Europa dettate dal gradino occupato
attualmente.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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