Focus sulla Nation League, la nuova creatura di casa UEFA. League A

Analisi sulla neonata rassegna continentale che suscita sicuramente curiosità. In questo primo "episodio", analisi dei quattro gruppi della prima serie

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(78 articoli pubblicati)
La Nation League

E dunque si parte, con questa nuova avventura che si chiama Europa League, una competizione voluta dalla UEFA per dare più importanza alle nazionali, troppe volte snobbate in partite che non siano facenti parte di Mondiali e/o Europei. L'idea è quella di un torneo strutturato in quattro leghe, ognuna delle quali è divisa in quattro gironi.

Il format è molto semplice e prevede, al termine della fase a gironi, una formula ad eliminazione diretta (semifinali e finale) tra le vincenti di ogni girone, da disputarsi nel Giugno successivo. La vincente della Lega A, sarà dichiarata vincente della Nation League, mentre le ultime dei quattro girono verranno retrocesse in Lega B, dalla quale verranno promosse le vincenti dei quattro gironi. Ovviamente il discorso è valido anche dalla Lega B alla Lega C e dalla Lega C alla Lega D: in quest'ultima, non ci potranno essere retrocessioni.

La competizione avrà cadenza biennale, svolgendosi in concomitanza con le stagioni calcistiche che non termineranno con Europei e Mondiali. Tutte la nazionali europee sono in gioco e le vincitrici delle rispettive leghe, otterranno anche la qualificazione a Euro 2020. Analizziamo, nel dettaglio, le varie leghe, a partire dalla League A:

GRUPPO 1 - Si inizia subito fortissimo, con un gruppo di ferro: la Francia campione del mondo, la Germania vittoriosa nel 2014 e l'Olanda finalista in Sudafrica. Davvero un gruppo tostissimo dove, ovviamente, la Francia ha i favori del pronostico. Ma la Germania dovrà riscattare un Mondiale davvero infausto, ergo, quale migliore occasione per rifarsi che provare a vincere la Nation League? L'Olanda, invece, dovrà riscattare la "non" presenza in Russia. Un fatto gravissimo se pensiamo che, appunto, nel 2010 gli Oranges sono arrivati in finale e nel 2014 al terzo posto. Dovessi scegliere, punterei qualche spicciolo sulla Germania, ma davvero di poco sulla Francia.

GRUPPO 2 - Ai nastri di partenza del gruppo 2, Belgio, Svizzera e Islanda. Favoriti d'obbligo i Diables rouges, che dovranno confermate quanto di buono fatto vedere in Russia. Il materiale umano di Martinez è sicuramente di prim'ordine, fatto questo che mette il Belgio nella posizione non solo di vincente del suo girone, ma anche in quella di potenziale candidata alla vittoria finale. La Svizzera può essere un insidia, soprattutto tra le mura amiche e sarà proprio in terra elvetica che Petkovic dovrà cercare di costruire la qualificazione o, almeno, evitare la retrocessione in League B. L'Ilanda parte un po' più dietro rispetto alle altre due, ma questa nazionale riesce sempre a sorprendere, nonostante un bagaglio tecnico non esaltante. Chiedere a Messi per ulteriori ragguagli. Favorita d'obbligo, ovviamente, il Belgio.

GRUPPO 3 - Gruppo equilibratissimo ma, rispetto al gruppo A, molto orientato verso il basso. Italia, Portogallo e Polonia si contenderanno un posto nella prossima fase finale, ma è davvero difficile preferire una al posto dell'altra. L'Italia inizia un nuovo ciclo con Mancini ed è quindi una nazionale ancora in fase di evoluzione, se non embrionale. Il Portogallo senza CR7 è davvero poca cosa (non che il Portogallo abbia fatto vedere cose folli anche con Ronaldo in campo), mentre la più accreditata al passaggio di turno potrebbe essere forse la Polonia, la cui pessima abitudine di giocare benissimo le qualificazioni e in modo altrettanto orribile le fasi finali, porterebbe ad escluderla dalla vittoria di qualsiasi altro girone, ma non questo che, come detto, è altamente equilibrato. Pertanto dico Polonia.

GRUPPO 4 - Anche qui un bel girone, con Inghilterra, Spagna e Croazia. I croati sono chiamati a dare continuità all'eccellente Mondiale, ma la voglia della Spagna di riemergere, con Luis Enrique al timone e l'Inghilterra come variabile impazzita possono fare la differenza. Dispiace che, alla fine, una di queste tre debba retrocedere, ma le regole sono regole. Per la vittoria del girone dico Spagna.

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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