È di nuovo dominio Barcellona nel nome di Messi

Con un Leo marziano, i catalani sono tornati gli invincibili. Se il futuro sarà ancora a tinte blaugrana dipenderà dal rendimento dell'argentino

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(99 articoli pubblicati)
Barcelona v Liverpool - UEFA Champions L

«Il pallone gli resta incollato al piede; ho visto grandi giocatori nella mia vita, ma nessuno con un controllo di palla come quello di Messi». Parole e musica di Diego Armando Maradona, che così si esprimeva a proposito del fuoriclasse del Barcellona. Ultimamente si continua a dibattere se sia più importante giocare solo per il risultato, o arrivare alla vittoria attraverso un gioco spettacolare. Questioni di punti di vista. Ci si dimentica, però, di un particolare importante: la differenza la fanno i campioni. La storia lo insegna. I grandi cicli vincenti sono inevitabilmente legati ai fuoriclasse. E così, è anche per il Barcellona. Grazie all'asso argentino i catalani hanno rimpolpato, in questi dieci anni, la propria bacheca, vincendo e rivincendo tutto. Ad esempio, prima di Messi, il Barcellona, nei suoi primi 107 anni di storia, aveva vinto due sole Champions League. Da quando il fuoriclasse argentino ha preso per mano il club, di coppe dei campioni ne sono arrivate tre solo nell'ultimo decennio, e con la possibile quarta all'orizzonte.

La storia tra il club catalano e la "pulce" parte da molto lontano. Messi approda al Barcellona all'età di 13 anni. La società spagnola crede fortemente nel suo talento, tanto da tesserarlo nonostante gli venga diagnosticata una malattia che ne limita la crescita, accollandosi le costosissime cure di cui ha bisogno il piccolo Leo. E Messi diventa il gioiello di una cantera storicamente prodiga di talenti, grazie ad una consolidata filosofia che ha, nella costruzione in casa di campioni, uno degli obiettivi principali del club.

Passano allenatori e giocatori quindi, ma finche Messi sarà il marziano visto nella semifinale con il Liverpool, bisognerà sempre fare i conti con i blaugrana. Quando Leo invece decide di tornare sulla terra, il Barcellona, d'incanto, diventa una squadra non imbattibile, nonostante la presenza di numerosi altri campioni, e così sarà anche in futuro. Le buoni sorti del club catalano, e i suoi successi presenti e futuri, sono legati indissolubilmente a Messi, con gli altri campioni destinati ad essere co-protagonisti al servizio del fuoriclasse, e non potrebbe essere altrimenti. Non è un caso che la scorsa stagione, non la migliore dell'argentino, sia coincisa con una cocente e clamorosa eliminazione ai quarti di finale con la Roma, con quello storico 0-3 subito all'Olimpico. E non un caso che anche il Real Madrid, dopo aver vinto tre Champions consecutive, sia andato incontro ad una delle sue peggiori stagioni, dopo essersi separato dall'altro fenomeno mondiale Cristiano Ronaldo.

Non ci resta che aspettare la finale del prossimo primo giugno. Se l'Ajax riuscirà a strappare il pass per Madrid, assisteremo, poi, ad un epilogo di questa Champions League dal fascino assoluto. Da un lato il campionissimo, uno dei più grandi di sempre della storia e i suoi moschettieri, dall'altra, una banda di talentuosi ragazzi terribili, dal gioco corale e spettacolare. E sapremo se sarà l'alba di una nuova era blaugrana,

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

DI' LA TUA

1
1 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

  1. osacch_8816047 - 2 mesi

    Da questo articolo sembra che le fortune del Barcellona dipendano esclusivamente dallo stato di forma di Leo Messi a prescindere da come giocano gli altri giocatori della sua squadra e da come il suo allenatore interpreta le partite.Dire che Messi lo scorso anno non ha avuto un gran rendimento significa non aver visto attentamente tutte le partite del Barcellona ma solo qualcuna senza avere una visione completa del cammino della squadra . Lo scorso anno il Barca , ha sbagliato una partita , quella con la Roma , dove Valverde peraltro buon allenatore , sbagliò l’approccio e formazione schierando in avanti i soli Suarez e Messi ed inserendo Dembele che sarebbe stato pericoloso sugli spazi che la Roma avrebbe lasciato per rimontare , solamente a partita ormai incanalata su un trend negativo . Trend iniziato dall’inizio con prestazioni nettamente insufficienti dei due centrali difensivi del Barca ( Piquè e Umtiti)che si fecero scavalcare da subito da palloni alti e centrali facilmente intercettabili culminati con il rigore procurato dallo stesso Piquè oltre alla prestazione da viale del tramonto del grandissimo Iniesta.Inoltre lo scorso anno Valverde non volle o costretto dalle vicende della Liga fare turn over concedendo un pò di riposo ai giocatori basilari della squadra ( come del resto la strategia del Real Madrid delle ultime Champions vinte insegna) Il finale dell’articolo dà per scontata una finale Barca Aijax mentre ancora c’è il ritorno da giocare .Anche con un Messi formato marziano , se non sarà supportato da tutta la squadra sarà dura arrivare alla finale nonostante il 3-0 dell’andata .Al calcio si gioca in 11 e se in una partita supercombattuta hai due o tre punti deboli non vinci anche se hai il the best .La storia del calcio analizzata attentamente lo dice chiaramente , basta fare pochi piccoli esempi tipo Pelè nel 1966 e Maradona in Coppa dei Campioni con il Napoli . Infine si può senz’altro dire che il Barca senza Messi non andrebbe da nessuna parte , ma anche con Messi se non avesse la squadra adeguata non potrebbe raggiungere i risultati che ha ottenuto .

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.