Dolcetto o scherzetto? La Serie A è diventata una barzelletta

È una serata piena di dolcetti per Atalanta e Juventus; Napoli, Roma e Genoa devono “accontentarsi” degli scherzetti degli arbitri

di Giorgia Petrone
Giorgia Petrone
(10 articoli pubblicati)
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È qualcosa di incredibile ciò che è successo durante la decima giornata di Serie A Tim. Ma possiamo ancora definirla tale? Il campionato italiano è una competizione seria? Se nella scorsa giornata sembrava che ci stessimo avviando verso una corsa allo scudetto equilibrata, ieri sera abbiamo invece assistito alla morte del calcio italiano. Una serie di errori arbitrali incomprensibili, neanche revisionati al VAR. Ma la domanda sorge spontanea: cosa esiste a fare questa VAR se non viene utilizzata o peggio, utilizzata nel modo sbagliato. 

Cominciamo con la prima partita: Napoli-Atalanta ha visto come protagonista assoluto l’arbitro Giacomelli, autore di una fantastica tripletta. Prima, al minuto 68 fischia un fallo per il Napoli al di fuori dell’area di rigore; tutto giusto, se non fosse che il fallo era dentro l’area e Pasalic, entrato con i tacchetti sulla testa di Callejon, doveva essere espulso. Poi, a cinque minuti dalla fine, il gol più clamoroso del signor Giacomelli: su un cross di Mertens, Kjaer si disinteressa completamente del pallone e frana su Llorente, l’arbitro fa proseguire e in ripartenza Ilicic segna la rete del 2-2. Ora facciamo una domanda diretta a tutta la squadra arbitrale della partita: cosa stavate facendo in sala VAR in quel momento? Rispondiamo noi: eravate impegnati a mostrare un fotogramma sbagliato, in cui sembra che Llorente commetta fallo su Kjaer. L’ultima “svista”, se vogliamo chiamarla così, è l’ultimo dei tre rigori negati agli azzurri per fallo di mano di Toloi al 95’; bisogna ammettere che però  ci sono più dubbi su questo episodio, per assenza di immagini prese da più inquadrature. 

Finisce la serata di Giacomelli a Napoli, inizia quella di Irrati a Udine. La Roma, in dieci dal 30° del primo tempo, riesce a vincere una gara che l’anno scorso si era rivelata ostica a Udine. Come mai sono rimasti in dieci i ragazzi di Fonseca? Per fallo da ultimo uomo di Fazio. In questo caso, l’arbitro era già in clima Halloween e avrà visto un fantasma spingere Okaka dell’Udinese, altrimenti l’espulsione del difensore giallorosso non si spiega. 

In contemporanea, a Torino, una Juventus in difficoltà riceve il dolce aiuto di Guida, che prima espelle Cassata con un secondo cartellino giallo generosissimo, se non inesistente; poi al 95° fischia un rigore su Ronaldo che, seppur venga leggermente sfiorato dal difensore, si butta stile “er piscina”, come diceva qualche anno fa lo juventino Zuliani dopo l’uscita dei bianconeri dalla Champions League. Ricapitoliamo: il fantasma che spinge Okaka, la giocata di rugby di Kjaer su Llorente, e il dolcetto raccolto da Ronaldo in area rossoblù. Felice Halloween dalla Serie A!

Fonte: l'autore Giorgia Petrone

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