Dire addio al Meazza per guardare al futuro

In un paese malato di nostalgia e terrorizzato dal futuro, anche nel caso dello stadio, a Milano, ci si volta indietro anziché volgere uno sguardo al futuro

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(109 articoli pubblicati)
Stadio San Siro

Da qualche tempo si è tornati a parlare di nuovo stadio a Milano, per Milan e Inter. Dopo le false partenze ad opera dei rossoneri, (tra tutte, ricorderete infatti il progetto del Portello, poi tragicomicamente naufragato) sembra che questa volta le due milanesi siano seriamente intenzionate a realizzare un nuovo impianto, in una area adiacente allo stadio attuale che verrebbe successivamente abbattuto. Tralasciando il fatto che, a mio parere, Milan e Inter dovrebbero avere ognuna il proprio stadio (del resto è così per tutte le grandi squadre in Europa) e non più una casa condivisa, è scoppiata la solita, stantia, retrograda, immobilizzante retorica dei sentimenti: Il Meazza va ristrutturato, non abbattuto, gridano i comitati che stanno nascendo tramite i social, con l’appoggio segreto, ma non troppo, del comune di Milano.

Il perché molti tifosi e non facciano resistenza è presto detto: perché è un impianto storico, perché ognuno di noi si ricorda quando il papà li ha portati per la prima volta, perché erano presenti ad una partita molto importante, e via dicendo. Tutto vero, anche io ho molti ricordi, però dovremmo smettere una volta per tutte di continuare a guardare indietro e deciderci invece a guardare al futuro. Lo stadio di Wembley è stato abbattuto e ricostruito sulle proprie macerie, per esempio, così come molti altri templi del pallone.

Il Meazza, o San Siro, come preferite, è uno stadio vecchio, fatiscente, con i servizi igienici assolutamente insufficienti, quasi totalmente privo di vie di fuga in caso di emergenza, con i sedili danneggiati o molto sporchi, assolutamente non a norma per quanto riguarda le barriere architettoniche, pieno di corrimano e transenne che in molti punti ostruiscono buona parte della visuale. Oltre ad essere troppo grande per gli standard attuali, che vedono un flusso medio di circa cinquantamila spettatori a partita, sia che giochi il Milan o l’Inter, a fronte di una capienza di circa ottantamila. Inoltre è un impianto mono-funzionale, cioè viene aperto solo in occasione delle partite, mentre gli stadi moderni costruiti all’estero sono situati all’interno di vere e proprie cittadelle dello sport e dell’intrattenimento: un appassionato di calcio che transita in quei luoghi, troverà decine e decine di possibilità per spendere i propri soldi, destinati nelle casse del club padrone di casa.

L’immobilismo e la paura del nuovo e del tempo che passa,  sono elementi che contribuiscono a restare sempre un passo indietro, quando va bene, rispetto all’innovazione tecnologica e funzionale. Se una persona di ottanta anni si fa un lifting, potrà migliorare un po’ l’aspetto, ma sempre un ottantenne rimane. Non si può ristrutturare un impianto concettualmente ideato negli anni trenta, e pensare che possa rivaleggiare con gli stadi più belli e moderni d’Europa e del mondo. 

I ricordi sono importantissimi, ed è giusto che i milanesi tengano al loro stadio, ma il passato non può essere un ostacolo incontrato nel cammino verso il futuro. Quando il passato diventa troppo ingombrante, è il momento di sbarazzarsene, o non ci sarà mai un domani. Soprattutto i tifosi, lo dovranno rammentare quando lamenteranno la scarsa competitività della loro squadra, perché è anche grazie al ritardo già accumulato ad esempio nei confronti della Juventus, nella costruzione di uno stadio di proprietà, che sarà impossibile tornare a vincere nel breve termine per le milanesi.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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4 COMMENTI

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  1. aloald_8985738 - 1 mese

    Con oltre 1 miliardo di spesa prevista per il nuovo stadio penso che il problema gabinetti, seggiolini, corrimani…. sia ampiamente superabile. Vediamo un progetto di San Siro ristrutturato e poi valutiamo. Sono stato a Torino, ma l’effetto e l’impressione che fa San Siro non ha rivali. A Torino la differenza sicuramente è l’impiantistica, gli effetti audio e video, anche questo ampiamente superabile. Sono stato nel settore 216, visuale e spazio tra i seggiolini non mi sono sembrati molto diversi rispetto al secondo anello di San Siro, mi piacerebbe conoscere le distanze dal campo. Si parla dei servizi offerti per le visite infrasettimanali dei turisti, mi pare che ci fosse un progetto che prevedeva la conversione del terzo anello, o comunque nell’area a fianco dove dovrebbe crescere il nuovo stadio si potrebbe costruire tutto quello che si vuole a completamento dello stadio. San Siro è stato inserito al secondo posto nella classifica degli stadi più belli del mondo redatta dal The Times nel 2009. Inoltre, secondo i risultati di un’analisi condotta da Camera di commercio e Università degli Studi di Milano nel 2014, San Siro rappresenta uno dei massimi simboli della città dopo il Duomo e la Triennale . Saluti

  2. Calciointer.net - 1 mese

    Mi permetto di dissentire, ma anche di correggere alcune inesattezze: l’Inter non fa 50mila spettatori di media, ma 60mila, ed è una squadra quarta in classifica, quanto farebbe se lottasse per lo scudetto e la champions? Il Milan fa 50mila, ma da sesto in classifica, vale lo stesso discorso..

    Chi si oppone al suo abbattimento non è necessariamente un nostalgico, infatti di fatto del nuovo stadio non si sa nulla. Per quanto riguarda il fatto che san siro sia uno stadio fatiscente, due anni fa ha ospitato la finale di champions.. Non sarà all’avanguardia ma la domanda è come ha potuto l’Uefa organizzare la finale della competizione più importante al mondo in uno stadio addirittura fatiscente?

    Da frequentatore assiduo e avendo frequentato anche molti stadi in Italia posso dire che la visuale è fantastica, anche al terzo anello.

  3. suciman - 1 mese

    Assolutamente l’articolo che aspettavo da tanto tempo. Stranamente nessun tifoso, contrario o meno all’abbattimento di S.Siro, si è ancora pronunciato sulla prospettiva di avere uno stadio per ognuna delle due squadre. E questo in una delle “capitali” europee. Perfino imbarazzante.

  4. hofmann.morit_9794061 - 1 mese

    Sí, sì e triplo sì!

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