“Dimmi che maglia indossi e ti dirò chi sei”: come cambiano le divise

Con il finire della stagione alcune squadre ne approfittano per svelare il look delle tenute che saranno. Ma non sempre l'effetto viene apprezzato dai tifosi

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(113 articoli pubblicati)
FC Internazionale Milano v Hapoel Beer-S

Secondo una massima di uso comune l'abito non fa il monaco, ma nel mondo del calcio l'aspetto estetico (soprattutto quello delle divise da gioco) svolge invece un ruolo centrale teso a segnare l'appartenenza dei tifosi verso il proprio club. Ogni nuova stagione, come noto, è portatrice di cambiamenti, comprese le variazioni sul tema che le grandi aziende di abbigliamento sportivo studiano e creano per il design legato alle magliette delle diverse squadre; capita a volte che ciò diventi motivo di malumore nei sostenitori che in qualche modo vedono venir meno il legame con la tradizione. In passato si sono visti esperimenti più o meno azzardati spinti anche dalla desiderata possibilità di accrescere l'appeal sul mercato e di incrementare così la vendita delle magliette stesse.

Abbiamo avuto look che da un anno all'altro vedevano aumentare o diminuire la larghezza delle strisce verticali, le stesse strisce passare da verticali ad orizzontali, poi si sono viste divise da gioco che "strizzavano" l'occhio a divise mimetiche o ancora assomigliare di più all'involucro di una nota bevanda gassata che al richiamo dei colori storici del club, passando inoltre per magliette che si distinguevano per stile richiamando un  effetto "gessato" alquanto particolare e strano da vedersi sul terreno di gioco.

L'ultima in ordine di tempo è la Juventus che proprio in questi giorni ha rilasciato le prime immagini della maglietta della prossima stagione che vede l'abbandono delle strisce bianconere per passare ad una netta divisione a metà tra bianco e nero con una sottile banda rosa nel centro quasi a richiamare la storia del club, già perché la Juve quando venne fondata assunse quale divisa da gioco una camicia rosa con tanto di cravattino nero. Il cambio di colori sociali avvenne come noto per un episodio particolare scaturito dal fatto che i giocatori juventini si trovarono a richiedere l'invio di nuove casacche dall'Inghilterra data la scarsità delle proprie scorte. In origine però le divise richieste dovevano essere quelle dal color "Garibaldi Red" del Nottingham Forest ma uno dei tanti equivoci della storia fece sì che la missiva giunse invece alla società del Notts County la quale indossava e tuttora indossa una tenuta a strisce bianconere e così per un banale errore ecco che anche il destino del club torinese cambiò in modo indelebile.

Il racconto di quell'episodio avvenuto un secolo addietro ci ricorda quindi che a volte le cose possono cambiare anche in modo radicale al di là della reale volontà delle parti, perciò va ribadito il fatto che il legame tra la divisa da gioco e i tifosi è uno di quei rapporti indissolubili ed immutabili nel tempo a meno che non ci si mettano di mezzo i capricciosi scherzi del destino.

Fonte: l'autore Leandro Malatesta

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.