Una cena di Natale piena di sport per i superstiti del Kolbe

Lo sport come fonte di aggregazione per un gruppo di irriducibili amici che sfida ogni lunedì il gelo o il caldo, e le zanzare, senza fermarsi mai dal 1970

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(331 articoli pubblicati)
Un gruppo di amici

"Ma tu bevi per dimenticare?", così ha esordito il presidente    Sergio detto Ciccio  Vadalà a Er Moviola, leader al contrario della classifica del campionato del lunedì del Kolbe. La risposta è stata quanto meno sorprendente:"Lo sai che non me lo ricordo?".

Questo uno degli interventi più ficcanti della serata natalizia dei "bomber del lunedì" che giocano dagli anni 70 al Kolbe a Milano. Campioni di tutto, ma non di calcio ovviamente, che fanno della loro passione un elemento di contrasto assoluto con il degrado della nostra attuale società.

Una cena che si è svolta in un noto locale della zona Città Studi, noto fondamentalmente per il reflusso gastrico e la digestione quanto meno discutibile del giorno dopo, non senza qualche "mal di pancia". Il tempo passa per tutti, e se Umberto Parte Sana (Partesana per gli amici) del gruppo ha deciso da qualche anno di smettere con il calcio giocato dopo la distrazione all'anulare, gli altri ancora non si arrendono all'inarrestabile declino fisico e si danno battaglia ogni maledetto lunedì in  quell'oratorio divenuto la loro seconda casa.

Il 17   Dicembre ultima sfida di questo appassionante 2018 sotto il clima polare di una freddissima serata milanese, e non sono bastati scaldamuscoli e  acciacchi di ogni genere per fermare i superstiti di questo ultimo confronto dell'anno. Mancavano, causa cisti al ginocchio, Massimo Franchi Tiratori, titolare dell'ormai noto ristorante "L'uccello vegano", in zona Ortica e   Paolo Castoldi, in maternità aggravata da una infiammazione al ginocchio.  Anche Bruno, il tallone d'Achilli, era assente causa concerto di Capodanno anticipato da un calendario fitto di impegni assolutamente inutili  per promuovere un disco senza ernia (al disco stesso).

Gli altri, nei limiti delle loro possibilità, con la testa alla pizza di fine match (il rischio infortuni a tavola, causa eccesso di cene natalizi era sempre dietro l'angolo) erano tutti in campo.

Sotto la sapiente regia del signor Ciccio, presidente e mentore  di questo evento, che  con un mail-bombing di Putiniana memoria invitava tutti non a farci ma ad esserci, si sono sfidati quattordici preoccupanti uomini e professionisti tristemente noti a Milano.

C'erano i figli del professore Pellegrini, colui  che ha scritto l'unico vero  "Bella Zio", che ha lanciato i giovani figli Eugenio  e Rudy (che con la loro età minore hanno umiliato i legamenti dei loro vecchi avversari). Era presente anche lo straniero Lollo Santos do Nascimiento du Posteggiu che direttamente dai banchi di  Conforama ha realizzato la solita caterva di goal. L'avvocato laziale Magna, con la sua ignoranza del destro, ha scambiato invece il Kolbe per un campo di rugby.

Nel gelo del sintetico milanese, il buon Nicola Corti tra un corner e l'altro, gestiva con sapienza la difesa, mentre in avanti Tony Guida da Palinuro ha cercato di  "darci un taglio" con lo sport, ma  il trucco e parrucco non è bastato.  E nonostante  un Lionetti più abile a costruire dentiere per far mordere Chiellini da Luis Suarez che a parare, Joao Calvo Zetti , noto artista della griglia insieme a Giusi Dimasi  (i nuovi John e Yoko Ono della buona tavola), non è riuscito a difendere granchè dietro, per colpa di un Er Moviola che dal 2019 ha ufficialmente aderito al calcio camminato, senza se e senza ma.

I garretti dell'Arcangelo Gabriele Buzzi, con il suo maldestro sinistro che non ha fatto rimpiangere il "Castigo di  Dio" di Enrico (altro assente ingiustificato), e le incursioni di Paolo dei The Giornalisti e  di   Adriano hanno fatto il resto. 

Alla fine il risultato non contava niente ma è contato il ricordo dei due assenti sempre nei nostri cuori: Marco Gelsomino, finito a consegnare cibo, per combattere la sua fame nel mondo in Mesopotamia, e di Roberto Cicala, deportato ingiustamente in  Sudamerica dopo una serata al Le Jardin. Non vi dimenticheremo mai!

Ma questa sarà una nuova storia, tutta da scrivere.

Buon Natale a tutti, e felice "danno" nuovo!

Joao Calvo
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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