Ogni maledetto lunedì, al Kolbe…

Storia comune, di giocatori del lunedì comuni, per una passione non comune in un oratorio di Milano

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(101 articoli pubblicati)
Sergio Vadalà

Una nota pubblicità recitava : "A te portiere,  che stai in porta nelle partite con gli amici è per eroi come te che...La storia che raccontiamo oggi è  quella di un gruppo di amici che da anni, ogni maledetto lunedì si sfida in accesissime (si fa per dire) partite in un campetto da oratorio a Milano. Il Kolbe.

Potrebbe, e forse lo è, la storia di molti di noi/voi. Potremmo o potreste riconoscervi anche cambiando i nomi e i particolari di ogni singolo giocatore, ma trovereste molti punti in comune.

Stiamo parlando di un mondo molto lontano da quello dei Paperoni mondiali del calcio, dove non si è pagati per giocare ma si paga, ogni settimana, una piccola quota che finanzia il divertimento di persone che su un campo di calcio a sette  si danno battaglia, con molto fairplay, e che hanno storie molto diverse.

Per Nazzareno Canuti e Paolo Monelli, ex calciatori di serie A che conosco bene, è negli oratori che nascevano i veri campioni del calcio, un qualcosa che ora non produce più tali risultati risucchiati da uno stillicidio di scuole calcio dove gli "insegnanti" spesso sono di dubbia professionalità umana e tecnica.

Quindi, nell'oratorio il calciatore potenziale campione cresce, e dopo molti anni (e diversi sogni infranti) spesso finisce.  E ci finisce con allegria, perchè dopo i quaranta anni ha smesso di credere alle favole, ha capito quali erano le sue attitudini di vita ha sviluppato una sua professionalità (e anche una certa dose di "panza") e si è fatto una famiglia.

I ragazzi del lunedì del Kolbe, che spesso pur di giocare rinunciano a vedere il posticipo di Inter e Milan a San  Siro, hanno tutti storie diverse. Vengono da diverse parti d'Italia e sono una sorta di nazionale del dopo lavoro che in campo non conosce razzismo e differenza di ceto e origine sociale.

Guidati dal "Filini" del gruppo, Sergio Vadalà, in arte Ciccio, dopo una serie infinita di email di convocazione, si sono ritrovati anche nella stagione 2017-2018 con ogni condizione meteo (al Kolbe si gioca all'aperto) in 14 o 16 a sfidarsi. Non la pioggia, non la neve, non la nebbia, nemmeno il caldo afoso e le zanzare li hanno mai fermati.  Vadalà ha vinto il prestigioso (si è detto così e noi ci crediamo) premio "Ciccio For Children" per avere difeso un bambino dalle ire maleducate di un allenatore di una scuola calcio. Apprezzato da tutti per la sua generosità nella pizzata finale ha ricevuto, nell'ilarità generale, il premio.

La forza è però in gruppo eterogeneo di persone. 

Il vincitore è un tassista, Marcello Zito,  roccioso difensore col vizio del goal, sempre vincente!

C'è poi Joao Marco Zetti che finisce sempre tra i primi, da anni sul viale del tramonto come un po tutti. 

Lionetti detto Lio, è il portiere cabarettista, unico di ruolo in campo. L'eroe di cui sopra.

C'è Marco Gelsomino, con lui si balla sempre, una rotonda in campo. Talento purissimo, stalker mancato, è la mascotte del gruppo.

Non dimentichiamo Enrico De Bono, soprannominato il maldestro sinistro, Antonio Guida, con il  figlio Little Tony ormai in rampa di lancio , bravo a tagliare barba e capelli e anche a far goal.

Rubato al basket Paolo  Castoldi, rubato al calcio estero Nicola Corti che tra una trasferta e l'altra viene a difendere la propria aria con una gamba sola. 

Er Moviola, che non ha bisogno di presentazioni, è poi il calciatore più lento del mondo. Così lento che sembra andare indietro nel tempo.

Federico  Magnante è l'avvocato (difensore) che ha causato spesso la massima punizione (non la pena di morte).

Fondamentali anche i goal di Massimo  Franchi, prossimo titolare del ristorante "L'uccello Vegano" e cassiere della squadra. E anche il poeta Bruno Achilli, figlio dell'indimenticato giocatore e allenatore di   Inter e Palermo, capace  in capo e anche con il microfono (è un musicista molto bravo) di autentici virtuosismi.

Questa storia è quella di un gruppo di amici che non affonda mai il tackle,  che ha un grande futuro dietro le spalle. 

E' la storia di molti di noi e voi.

Vadalà Zito e Zetti
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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