Calcio dilettanti: intervista a Mister Sannazzaro, lo Zeman di Caserta

Con il covid si sono amplificate le problematiche del calcio dilettantistico, che attraverso l'allenatore Gianni Sannazzaro andiamo a valutare e capire dal vivo

di Fabio Faiola
Fabio Faiola
(24 articoli pubblicati)
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Il tecnico Sannazzaro prima di iniziare ad allenare è stato un bravo calciatore, sia della Casertana con cui sfiorò il professionismo, e sia della Battipagliese con cui esordì a soli 17 anni in serie C. Un infortunio lo privò di passare al Foggia di Zeman all'inizio degli anni 90, dopo di ciò divenne una colonna portante della stessa Casertana (sua città natale) a cui ha dedicato anima e cuore

Una volta messe le scarpe da parte iniziò ad allenare subito, e grazie alla sua esperienza e bravura, oggi è considerato uno dei migliori  tecnici che la Campania (e non solo) abbia a disposizione, e chi vuole fare calcio sa che per vincere i campionati bisogna chiamare lui per riuscirci. 

Come vede il futuro del calcio dilettantistico in Italia?

Sannazzaro: credo che il calcio dilettantistico stia vivendo un momento delicatissimo, aggravato dal Covid. Non riesco ora a vedere un futuro roseo, ma chi ha responsabilità ha una grossa possibilità: quella di azzerare tutto inserendo nuove regole.

Secondo lei dove si dovrebbe intervenire con urgenza?

Sannazzaro: la Lega dilettanti dovrebbe intervenire sulla tutela dei tesserati. Credo sia ora di riconoscere questo movimento inserendo il contratto, cosi come avviene per i professionisti, in modo tale da poter dare ulteriori garanzie a tutti i lavoratori del settore, sia per il presente che per il futuro pensionistico.

Quanto può costare allestire una squadra di vertice nei campionati minori?

Sannazzaro: in base alla categoria oscilla il costo di una squadra da vertice, che di sicuro è abbastanza dispendioso per le società. Sono in via d'estinzione i Presidenti mecenati, che con le loro forze portavano avanti i campionati, infatti, oggi tutti si avvalgono delle sponsorizzazioni proprio perché gli investimenti sono a fondo perduto.

Nella scorsa stagione lei ha allenato con successo una delle migliori squadre italiane nella categoria della promozione campana, mi sa dire le difficoltà che si trovano in zone in cui la disoccupazione è elevata?

Sannazzaro: la passata stagione ho avuto la possibilità di allenare in una grande piazza come quella di Aversa (Real Agro), ottenendo la vittoria del campionato da imbattuto (cosa analoga che mi capitò quando ero sulla panchina della Caivanese). Allenare in Campania, dove la disoccupazione è molto alta, non credo sia difficile. Tanti tesserati con questi tornei portano avanti le loro famiglie, proprio perché è un lavoro vero, e in cambio ci danno la massima disponibilità.

Da calciatore ebbe il suo momento d'oro in gioventù, quando venne notato dal Foggia, che all'epoca aveva in prima squadra un certo Zednek Zeman, e nella primavera Delio Rossi. Come andò a finire quella storia?

Sannazzaro: ricordo benissimo quel periodo dove venni notato in una partita del campionato primavera Foggia-Battipagliese, in cui oltre a segnare un gol feci anche una grossa prestazione. Sugli spalti c'era Zeman, che in seguito volle vedermi facendomi fare degli allenamenti con loro, era il Foggia dei miracoli con Baiano, Signori e Rambaudi. Stava andando tutto per il verso giusto, con il boemo che avallò il mio acquisto, ma un brutto infortunio al ginocchio fece svanire il sogno di arrivare in Serie A.

Che rimpianti ha per non aver raggiunto il professionismo con la sua amata Casertana?

Sannazzaro: tanti, perché ogni anno pur allestendo una squadra per il grande salto, sempre per poco restavamo fuori, e nell'unica annata in cui ci riuscimmo (2004-2005) venimmo squalificati per gli incidenti contro il Savoia. Nonostante tutto, ho indossato la maglia della mia città per 10 anni, e ho avuto tante di quelle soddisfazioni umane e personali che resteranno per sempre nel mio cuore.

Termina qui la prima parte dell'intervista con Giovanni Sannazzaro, che andrebbe ascoltato maggiormente da chi ha il potere di cambiare le cose per tutti quei tesserati che da anni chiedono maggiori tutele e considerazioni.

A domani per la seconda parte!  

Fonte: l'autore Fabio Faiola

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