A Messina il pallone non rotola più…chiusi gli stadi cittadini!

Il vecchio e il nuovo, per motivi diversi, inagibili: una città che non sa rispettare le regole e che continua la sua inarrestabile decadenza

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(404 articoli pubblicati)
sanfilippo

Messina- Igea Virtus di Coppa Italia Dilettanti: stadio "Franco  Scoglio" chiuso per decisione della Questura: "Pertanto il presidente della società ACR Messina dovrà astenersi dall'effettuare qualsiasi tipo di vendita o cessione, anche a titolo gratuito di biglietti d’ingresso all’impianto sportivo”. Insomma neanche gratis si potrà entrare!

Nuovo stadio "Despar Stadium", il vecchio Marullo di Bisconte appena ristrutturato e dotato di erba sintetica, "non omologato per le gare di Serie D".

Due stadi, due storie diverse, una città, Messina, non solo incapace di esprimere almeno un soggetto calcistico degno di tal nome, ma anche incapace di utilizzare i propri impianti sportivi per disputare delle partite del campionato Nazionale Dilettanti. L'ultimo gradino prima del professionismo, in realtà ultimo appiglio prima del precipizio.

Ma se il Sanfilippo, ora ribattezzato Franco Scoglio, paga un continuo rimpallo di responsabilità tra le amministrazioni comunali e le dirigenze varie che si sono succedute all'Acr Messina in questi anni, con un degrado e una fatiscenza incredibile, il  neonato "Despar Stadium", appena ricostruito non ha nemmeno queste giustificazioni .

Lasciando perdere le valutazioni personali sul fatto che fino a un mese fa il principale stadio cittadino, definito da un artista messinese lo "stadio cabriolet" perché non dotato della benché minima copertura (quindi già inadeguato dalla sua nascita e mai completato ma comunque capace di ospitare la Serie A per due anni), è stato usato per concerti con 40.000 spettatori senza problemi, e che ora è chiuso, esiste un problema serio.

Intanto la società Acr Messina, che conosceva le condizioni di mancanza di sicurezza sull'impianto e nulla ha fatto, in queste settimana ha pensato di raccontare favole su fideiussioni e ripescaggi e corazzate varie, ma non ha fatto nulla affinché si potesse giocare a porte aperte.

Ha accusato il Comune, altro grande assente con la vecchia e nuova amministrazione impegnate prima a camminare scalza e a liberare il Tibet e poi presente a tutti i matrimoni e processioni che lo scibile umano ha conosciuto in città ma non ai sui veri problemi aggravandoli, delle carenze strutturali dell'impianto. "Decisione inattesa!":  a tre giorni dalla gara. Ci si era dimenticati di vedere se in questura tutto fosse a posto.

Lasciando perdere l'Acr, che dovrebbe essere la prima forza cittadina, anche il    Città di  Messina, privato dell'agibilità per la Serie D (unica società con il Prato, ma per motivi diversi, della categoria a non avere un campo a norma), è rimasto spiazzato.

Colpiscono le parole di  Lo Re: " Quando abbiamo stipulato il contratto di locazione non abbiamo verificato che tutto fosse a norma..."

Ogni commento è superfluo a una affermazione del genere che denota l'immensa impreparazione non solo di chi ha effettuato i lavori, ma anche della società, il   Città, utente finale utilizzatore dell'impianto. Sarà richiesta una deroga, ma le deroghe poi non sono eterne e va sistemato tutto.

Messina purtroppo paga un declino iniziato, ma solo temporalmente (ad indicarne l'avvio), con la costruzione del tram cittadino. La città dello Stretto negli ultimi vent'anni ha visto demolire, giorno dopo giorno, tutte le certezze che aveva. Improvvisazione, pressappochismo, ignoranza e una certa cultura nel violare le regole hanno portato a questo. Il pallone non rotola più da tempo, bisogna ripartire in tutti gli ambiti da gente seria, organizzata, che sappia quello che fa.

Non si può sperare più in chiusure d'occhio che sono sinonimo di sconfitta umana e sociale, ormai i controlli sono rigidi e il "volemose bene" non esiste più. Purtroppo Messina è ultima come qualità della vita da anni, si è svuotata degli elementi migliori costretti a scappar via e i risultati di questo depauperamento culturale e sociale si vedono. Una città abbandonata a se stessa, sporca  e degradata. Il calcio e la chiusura dei cancelli  sono solo la punta di un iceberg.

Vasco a Messina
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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