Il Bari gioca un altro campionato e a Messina scopre le carte!

Un trionfo annunciato con un Messina scriteriatamente schierato da Infantino, il campionato dei pugliesi sarà trionfale. Sullo Stretto urge un nuovo tecnico!

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(165 articoli pubblicati)
Reggina Calcio v ACR Messina - Lega Pro

Partiamo subito da un assunto: il Bari era ed è più forte. Ha una struttura, prima che tecnica, societaria di prim'ordine. Un vero budget di spesa e ha un allenatore preparato e giocatori che farebbero il vuoto anche in Serie C. La formazione pugliese vincerà con diversi mesi di anticipo questo campionato di Serie D, non c'è nessuna discussione. Potrebbe battere tutti i record di goal e vittorie, presumibilmente (ma solo se la concentrazione sarà quella di oggi) le vincerà tutte. Senza discussioni, senza rischi.

Poi al San Nicola non concederà nemmeno un punto a nessun avversario, e le squadre che verranno a giocare nel capoluogo pugliese, vedendo uno stadio con 20.000  tifosi ogni domenica partiranno battute prima di cominciare.

Questa la premessa di una cavalcata trionfale per un torneo che ha già vinto la squadra di Giovanni   Cornacchini, una formazione decisamente fuori concorso con la quale misurarsi sarà impossibile per tutte le squadre del girone. Un campionato assassinato prima di cominciare a dimostrazione che se  la società è forte può vincere in ogni categoria.

Il Messina, avversario nobile per lignaggio e trascorsi, un po meno per il presente, viene a ragione considerato unica possibile alternativa ai galletti, ma solo in torneo senza extraterrestri.

Al Sanfilippo, diventato ormai terra di conquista di tutti (sono lontani i tempi in cui per espugnare il  vecchio  "Celeste" ci voleva una impresa da raccontare ai nipotini), i pugliesi non hanno dominato. Hanno lasciato le briciole ai giallorossi di casa che sono sembrati uno sparring partner da partitella settimanale.

Una umiliazione che deve fare capire alla squadra del presidente Sciotto che bisogna ripartire subito per  arrivare a quel secondo posto che con dei buoni play off e  con i tifosi sempre più presenti allo stadio può comunque garantire il salto di categoria  tramite la roulette dei ripescaggi.

Questa è la realtà nello  Stretto e bisogna parlar chiaro subito!

Intanto va subito cacciato il tecnico Infantino che sembra abbia già le ore contate.

Le giustificazioni ci sono, evidenti. Una squadra costruita nelle ultime ore, dopo avere smantellato l'ottimo lavoro di Modica in sei mesi in cui c'è stata molta improvvisazione per poi ridursi all'ultimo momento. E le cose fatte in extremis, senza programmazione, non portano a nulla di buono.

L'allenatore peloritano ha dimostrato però di essere assolutamente non altezza del compito, con delle scelte quanto meno discutibili. 

Questo Messina ha bisogno di almeno 2 correttivi e deve obbligatoriamente cambiare il sistema di gioco.

E' vero che non ci saranno Floriano, Pozzebon,   Simeri e quanto di bello ha mostrato il Bari oggi a Messina: ma la follia del 3-4-3, concedendo gli uno contro uno  all'avversario e senza veri esterni di forza e  ruolo capaci di raddoppiare sul portatore di palla,  è uno schema che va subito bocciato.

L'umiliazione di oggi è un monito pesante per questa formazione così rabberciata dove Genevier rappresenterà un faro, ma con due giocatori almeno al fianco che corrano per lui. Il 4-4-2 o un 4 -3-3 con l'innesto del nuovo arrivo Arcidiacono potranno portare maggiore equilibrio evitando di vedere lo scempio di giocatore che sembrano anche dal punto di vista fisico inidonei a questo tipo di gioco.

Siamo in Serie D, e il vero errore è stato non proseguire con il gruppo di Giacomo Modica mesi fa. Si sarebbe speso di meno e con  Cossentino e Genevier in mezzo, con Arcidiacono e una vera punta centrale (Gambino non mi sembra il killer d'area che serve) con un gruppo coeso come era quello smembrato si sarebbe fatto molto meglio anche con questo squadrone.  

Infantino non ha una idea vera di gioco, non si vedono schemi e  una  qualsivoglia predisposizione a creare automatismi. In Serie D occorre semplificare, correre molto, avere distanze corte ed essere più cattivi di oggi.

A Messina non è permesso perdere così in casa. Bisogna prendere provvedimenti subito anche tecnici.

Altrimenti sarà un altro anno perso.

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Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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