Calcio Dilettanti: Sannazzaro è un esempio da seguire. 2a parte

Il tecnico campano è alle prese con la crisi del settore nell'era pandemica. In attesa di una nuova panchina ci racconta con passione il suo amore calcistico

di Fabio Faiola
Fabio Faiola
(24 articoli pubblicati)
Gianni Sannazzaro

Per chi si fosse perso la prima parte dell'intervista del bravo allenatore Giovanni Sannazzaro, ricordiamo che nella passata stagione sedeva sulla panchina del Real Agro Aversa, con cui ha dominato il campionato di promozione campano nel girone A, con numeri da record. Nelle 24 giornate disputate delle 30 previste, prima della sospensione per Covid, la  squadra totalizzò 19 vittorie e 5 pareggi, risultati che portarono 62 punti con 51 reti fatte e appena 11 subite. 

Il tecnico ha chiuso da imbattuto il torneo dimostrando che oltre alla fase offensiva, bisogna curare la difesa, che è fondamentale per vincere in qualsiasi categoria si giochi. Quindi Sannazzaro rappresenta una sorta di Zeman moderno, a cui aggiunge la maniacale e giusta attenzione per il reparto difensivo, trasmettendo così il suo credo calcistico e la sua grinta a tutti i  giocatori che lo seguono e rispettano sia in campo che fuori.

Come fu la sua esperienza da giocatore a Battipaglia:

Sannazzaro: Ho fatto L'esordio nei professionisti nel 91-92 con la Battipagliese, ero un ragazzino con tanta voglia di emergere. Ricordo benissimo il mio esordio, quando l'allenatore Domenghini non ci pensò 2 volte nel mandarmi in campo, e l'emozione provata in quel momento è ancora viva in me. Battipaglia per me è stata una tappa importante sia dal punto di vista calcistico che umano. Angelo Domenghini era colui che vinse gli Europei nel 1968 e che perse la finale dei Mondiali del 70 contro il Brasile di Pelè, e aver avuto la sua fiducia è stata una gratifica personale che a parole non si può spiegare.

Adesso che allena da circa 10 anni, sa dire se l'essere allenatore sia più difficile dell'essere calciatore?

Sannazzaro: fare l'allenatore sicuramente comporta più responsabilità dell'essere calciatore; l'allenatore è un uomo "Solo" al comando, il quale oltre ad avere il timone della squadra e dello staff, deve far si che tutto vada per il verso giusto senza tralasciare nulla, cosi da poter poi raggiungere i risultati prefissati a inizio stagione.

Preferisce allenare a ogni costo, oppure se non le piace il progetto rifiuta la panchina?

Sannazzaro: mi piacerebbe allenare sempre ma non a tutti i costi, e preferisco andare in quelle società dove ti danno la possibilità di lavorare serenamente, mettendoti a disposizione i mezzi per ben operare. Le mie scelte sono sempre state fatte con questi principi, e i risultati ottenuti sono stati sempre positivi.

Quale squadra le piacerebbe allenare dopo la pandemia?

Sannazzaro: dopo la pandemia mi piacerebbe tornare in sella, non ho preferenze, purché ci siano i presupposti per poter sviluppare un buon progetto di lavoro.

Cosa si aspetta dalla LND in futuro?

Sannazzaro: dalla Lega Nazionale Dilettanti mi aspetto in futuro più tutela per tutto il movimento, inserendo al più presto il contratto per tutti i tesserati.

Il calcio dilettantistico è composto da circa 12.032 società, 64.372 squadre, 568.573 gare ufficiali, 1.050.451 di tesserati, comprendenti tutta la quota del settore giovanile. Da questi numeri si deduce che il pallone è radicato nel Paese, infatti, almeno 1 italiano su 58 è tesserato per una società calcistica

Quando verranno attuati i nuovi decreti ministeriali, per il mondo dilettantistico ci sarà ulteriore ossigeno a partire dal biennio 2021-22, in cui gli addetti del settore saranno esentati dal versamento dei contributi previdenziali, cumulabili con altri esoneri o altre riduzioni previste, proprio per alleggerire i bilanci delle stesse società. Un'altra buona notizia per tutti è quella dell'abolizione del vincolo sportivo. Certo sono piccole gocce di cambiamento nel grande oceano delle riforme, ma è meglio del niente precovid.

Ringraziamo il mister Gianni Sannazzaro per la sincera chiacchierata, invitandolo a non demordere mai (come fa quotidianamente) perché presto anche per la sua categoria ci saranno tempi migliori.

Ciao Zeman di Caserta, e a presto per una nuova panchina.

Fonte: l'autore Fabio Faiola

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.