A Bari il ritorno del figliol “prodi..gol”. Picci fa esultare Bitonto

Davide batte Golia: ma non è solo coppa Italia di Serie D! E' emozione, gioia e un racconto da tramandare ai figli quello del bomber pugliese

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(118 articoli pubblicati)
Picci goal a Bitonto

"Quando eravamo nello spogliatoio ho detto ai miei compagni di guardare bene il San Nicola, perché sarebbe stata per molti la prima e forse unica volta in cui ci avremmo giocato, soprattutto noi più grandi": ha caricato così i compagni Antonio Picci, professione bomber del Bitonto, paese a due caselli autostradali da Bari.

Nella vita ci sono dei fotogrammi indelebili, momenti che si fissano nella memoria collettiva.  A volte un pallone ben colpito di testa ti può cambiare ancora una volta la vita, ti può dare quel ricordo che mancava da raccontare ai tuoi figli, può essere quel quid in più da cui ripartire per una vita ancora più bella.

Antonio da Bitritto, Picci goal, nonostante sia ormai trentaduenne, è un uomo, un calciatore realizzato, padre di due figli meravigliosi e amante della sua famiglia.

Un ragazzo cresciuto sgomitando con il sacro fuoco del gol dentro, sotto le direttive del padre che lo ha educato a stare nello spogliatoio prima che in campo. A capire, senza stupide false umiltà e di che pasta è fatto, come si deve stare in un mondo, quello del calcio, che è abituato a triturare tutti se passati di moda.

Antonio è un ragazzo esemplare, ho avuto (il cronista che vi scrive, ndr)  la fortuna di conoscerlo proprio il giorno in cui firmo per il   Brescia in quel di Ospitaletto. Memore di anni passati, anche io, nei dilettanti a segnare e sgomitare in campi impossibili senza la speranza della benchè minima gloria, avevo visto negli occhi di quel giovane uomo la speranza di molti di noi calciatori delle serie minori: ce la posso fare e ce la farò!

Le sue doti umane lo hanno fatto amare, prima del discorso tecnico, dai tifosi del Brescia che ancor oggi lo rimpiangono per quella voglia di sudare la maglia, di lasciare la vita e i polmoni in campo a caccia del goal unico obiettivo di una esistenza.

La rete che ha fatto gioire tutta Bitonto è stata tipica del repertorio, completo, del bomber: stacco preciso in mezzo all'area di testa su un traversone dalla destra e portiere rigorosamente uccellato.

Potremmo dire e parlare di un Bari rimaneggiato, la Serie D per i pugliesi è solo un noioso anno perso in una categoria che non gli compete: ma l'impresa del Bitonto resterà per sempre.

Picci è uno sfegatato tifoso del Bari, e con i pugliesi aveva esordito in coppa Italia a inizio carriera quando a suon di reti cercava di scalare le graduatorie dell'olimpo del Bari. 

Non ha esultato: "Vivo per il goal,  quando segno non mi contengo.  Ho tirato fuori delle lacrime, volevo dimostrare  chi ero.  Amo il    Bari, è la squadra del mio cuore e la amo.  Sarei disposto a morire per il Bari. Ho 32 anni, sono ancora in forma.  A 39 anni Franco  Brienza corre e inventa calcio a tutto spiano, perché io non dovrei!"

"Ho chiesto a Dio di farmi fare bella figura e non me ne vergogno"... si conclude così l'intervista alle emittenti locali.

Tutti ora lo cercano, ma noi questa estate avevamo più volte parlato di lui.

E' un premio alla carriera di un uomo onesto, che ha sempre rispettato i compagni e che è stato amatissimo nelle piazze in cui ha giocato: qualcosa vorrà dire.

La semina del lavoro ha prodotto il germoglio di un giocatore che meritava  ben altri palcoscenici, forse la troppa onestà ha penalizzato l'uomo in un ambiente in cui i valori, purtroppo, sono altri.

Grazie Antonio.

bitonto bari
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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