Il Punto: Il Diavolo d’inverno con l’acquasanta della Dea

Milan Campione D'inverno ma l'Atalanta incanta e surclassa i rossoneri. Rimpianto Inter e dietro si riavvicinano.

di Gino Plinius
Gino Plinius
(7 articoli pubblicati)
Milan - Atalanta 0 - 3

Il Milan dopo 10 anni e sempre con Zlatan Ibrahimovic è campione d'inverno. 

Se dobbiamo dirla tutta, il mezzo titolo è assolutamente meritato per la continuità espressa dalla squadra rossonera. Sfido chiunque a dire che avrebbe scommesso un euro sui rossoneri primi in classifica al giro di boa. Sicuramente in pochi, anzi, pochissimi.

Ciò nonostante, il titolo d'inverno è arrivato in quella che forse è la peggior prestazione nel girone d'andata dei rossoneri: una sconfitta netta per 0-3 per mano di un'Atalanta straripante e devastante. Troppa Atalanta per un Milan al di sotto delle aspettative. 

Colpa delle assenze? Anche, perché assenze come quelle di Romagnoli, Calhanoglu e Bennacer, in partite come queste possono pesare. Da dire che chi li ha sostituiti non ha fatto meglio. È mancata più esperienza che qualità, come ha detto anche Ibra ai microfoni post partita. E quei sostituti (Tonali e Kalulu su tutti) dovranno crescere e migliorare. Poi se ci mettiamo che Ibra stecca, Kessie che sfodera forse la sua peggior prestazione, Hernandez e Rebic (entrato a partita in corso) non erano al top della condizione causa post-covid, allora significa che la serata è stata davvero storta. Di fatto ai nuovi acquisti va dato tempo.

A Pioli faccio un richiamo: perché Meitè dall'inizio in un ruolo non suo (non è un trequartista), lasciando in panchina Diaz? Che tra l'altro è stato il più "vivo" nella reazione inefficace dei rossoneri dopo lo svantaggio. 

Una partita stradominata dall'Atalanta. 

I Gasp-Boys sfoggiano una delle loro prestazioni migliori del loro ciclo, la chiamerei anche "prestazione da Champions", come a Liverpool, 

Merito di un Ilicic mattatore: Lo sloveno quando è in vena, è un lusso per gli occhi e per i palati fini degli amanti del calcio. Tutte le azioni pericolose dei bergamaschi partono dai suoi piedi. Ci mette lo zampino nei gol di Romero e Zapata, nel mezzo si procura e segna il rigore dello 0-2. Il Gasp sapeva che questa era la partita del rilancio della "mola" e proprio nella partita che contava, ha ritrovato la sua verve e la sua ferocia. 

Gianni Brera diceva: "Custodi d'un sogno concretato dal fuoco sul colle che scelse altra materna lupa."

Il Diavolo è d'inverno ma con un rinfresco dell'acquasanta tratta dalla tecnica calcistica della Dea, che ha spento, almeno per ieri, i bollori di un fuoco giovane e ardente come quello dei rossoneri, a servizio di un risveglio dal sogno. 

Quest'Atalanta ora al quarto posto a pari punti con la Juve, sa di esserci e sa che può dire la sua anche in ottica scudetto.

Un grazie il Milan lo deve anche all'Udinese. 

I friulani imbrigliano e fermano l'Inter sullo 0-0.

Passo indietro per la squadra di Conte rispetto alla partita impeccabile fatta contro la Juventus di 7 giorni fa. 

La squadra nerazzurra è apparsa tanto nervosa e poco lucida, mancando di determinazione e ferocia. Sbagliando occasioni, anche nitide nell'ultimo passaggio. Certamente Musso è stato il migliore in campo, ma l'Inter ha fatto davvero troppo poco per scardinare la ben messa e compatta difesa friulana. 

L'Inter a Udine è tornata a mostrare i suoi limiti: quei limiti dovuti alla discontinuità di prestazione di alcuni dei suoi elementi tra i quali Vidal (su tutti a Udine peggiore in campo), Brozovic e anche di Lautaro tanto forte quanto incompiuto ad oggi. 

Conte ha chiuso il girone d'andata con 41 punti. Sa che servirà un girone di ritorno con determinazione per esser decisiva quanto conta, per le partite che contano. 

La Dea da acquasantiera fa riaccorciare anche il campionato: dello stop delle milanesi ne approfittano la Juve, che vince facile contro il Bologna, la Roma, con tutte le sue nubi, e la Lazio, in forma smagliante facendo la 4°vittoria consecutiva. Unica a non approfittarne è il Napoli che cade malamente al Bentegodi contro il Verona. 

Al giro di boa, le prime 7 squadre sono racchiuse in 9 punti. Può succedere di tutto e con ciò vivremo un girone di ritorno infernale: Godiamocelo

Fonte: l'autore Gino Plinius

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