Di Francesco e Inzaghi: dalle stelle alle stalle

I due tecnici di Roma e Lazio sono passati dall'essere osannati all'essere in bilico nel giro di mezza stagione, è davvero colpa loro?

di Federico Ruggeri
Federico Ruggeri
(13 articoli pubblicati)
Cagliari-Roma

Stessa città, stessi obiettivi, stesso, clamoroso, finale di partita. Ieri sera Roma e Lazio hanno vissuto lo stesso psicodramma che le ha rese simili come non mai, unite nelle loro fragilità. Farsi riagguantare all'ultimo secondo fa male, ancor di più se hai avuto due goal di vantaggio o se quel vantaggio è stato conquistato appena un minuto prima. 

Le colpe sono di tutti. Sarebbe ingiusto non partire dai calciatori troppo spesso giustificati e protetti dalle figure degli allenatori che pagano per tutti. Gli stessi tecnici sembrano aver perso quell'aurea mistica e condottiera che li avevano resi la stella polare all'interno del firmamento calcistico romano. 

Arriviamo infine alle società. 

Capitolo Lazio. La scelta di non privarsi di Milinkovic-Savic e Luis Alberto è stata forte, giusta se si vuole puntare alla qualificazione in Champions League ma doveva essere accompagnata da alcuni acquisti in grado di migliorare il tasso tecnico della rosa. La partenza di De Vrij ha lasciato inoltre un vuoto difficile da colmare ( nonostante le buone prestazioni di Acerbi). Rimanendo in questo limbo i giocatori hanno perso stimoli e le offerte ricevute quest'estate da grandi club non hanno fatto altro che illuderli di poter giocare una stagione da protagonisti in Europa. Se il Serbo e lo Spagnolo riceveranno i giusti stimoli e torneranno a performare come la scorsa stagione l'obiettivo Champions non sarà più solo un miraggio. 

Capitolo Roma. La Roma soffre il problema opposto: sostituire Alisson, Nainggolan e Strootman è difficile soprattutto se i sostituti sono ragazzi di belle speranze e poco più. L'acquisto centrale del mercato giallorosso, Pastore, per adesso si è rivelato sbagliato, Nzonzi sembra il lontano parente del giocatore visto con la maglia del Siviglia e Olsen non da le sicurezze che dava il portiere Brasiliano. Il progetto giovani è bello ed interessante ma se si vuole puntare su di loro anche gli obiettivi stagionali devono adeguarsi. Il lavoro da fare sarà lungo e probabilmente ancora fatto di alti e bassi ma potrebbe far comodo alla Roma del futuro, sempre che la società abbia la voglia e la pazienza di aspettare. 

Ricercare la colpa delle prestazioni non eccellenti delle due squadre solamente negli allenatori non è giusto, specialmente se hanno dimostrato di avere ottime idee negli anni passati. Certamente la Lazio di Simone Inzaghi patisce lo scontro con le big ( comprensibile, se sei inferiore spesso perdi) e la Roma di Di Francesco ha poco mordente quando va sotto ma sono cose che possono essere migliorate solo in un ambiente sereno.

Saponara
Fonte: l'autore Federico Ruggeri

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