Da Moratti a Marotta: il cambiamento dell’Inter

Giovedì è stato il Marotta Day: l'ex dirigente bianconero è il nuovo AD per l'Area Sport dell'Inter.

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(70 articoli pubblicati)
Marotta e Moratti

I NUOVI RUOLI IN SOCIETÀ

Con l’ingresso di Marotta c’è stata una “specializzazione” tra gli amministratori delegati dell’Inter. Beppe Marotta è il nuovo Amministratore Delegato Sport, Alessandro Antonello è l’Amministratore Delegato Corporate. Il presidente ,dal 26 Ottobre di quest’anno, è Steven Zhang, figlio del proprietario di maggioranza del club, Zhang Jindong. Gli altri ruoli cardine all’interno della società sono occupati da Javier Zanetti (vicepresidente), Piero Ausilio (direttore sportivo) e Giovanni Gardini (Chief Football Operations Officer).

MAROTTA: “NON SONO UN MEDICO”

Nei giorni scorsi, il nuovo dirigente nerazzurro, rispondendo ai microfoni di Sky, aveva detto: “Io non sono il medico che viene a curare il malato. Io vengo a dare esperienza in un contesto di altissima qualità, questa è una società che non scopro io adesso. Darò il mio contributo per raggiungere obiettivi importanti”.

Queste parole sono la conferma del fatto che è stato Marotta a scegliere l’Inter perché in questa società milanese ha visto un futuro roseo, una proprietà forte e un presente che lavora bene.

TRA IL CAMBIAMENTO DEL CALCIO E GLI ERRORI DI UN PRESIDENTE-TIFOSO

Nel titolo si è voluto un po’ giocare sulla somiglianza dei cognomi tra lo storico presidente interista e il nuovo AD dell’area Sport. Una volta accostati questi due nomi, si può ipotizzare una piccola riflessione sul cambiamento che sta coinvolgendo il calcio da anni.
C’era una volta un calcio in cui grandi imprenditori italiani decidevano di investire sulla squadra per cui tifavano, coinvolgendo spesso i propri figli in questo amore per il club e la gestione societaria dello stesso. Le famiglie Moratti, Agnelli e Sensi (tra le altre) sono la testimonianza di questo calcio che ormai non c’è più (eccetto pochi casi, come quello della Juve). Stessa cosa vale per il grande imprenditore Silvio Berlusconi e il suo Milan. Alcune vicende hanno scosso questo ambiente d’élite del calcio: Calciopoli, gravi crisi finanziarie, fallimenti… Ai giorni d’oggi, sempre più spesso ci capita di imbatterci in un proprietario che ha ben pochi interessi per il bene della società di calcio in cui investe (in quanto squadra), molti di più per l’azienda. I presidenti-tifosi stanno scomparendo e, quelli che ci sono ancora, hanno fatto un’evoluzione: hanno capito che per il bene del club è necessario fare dei sacrifici e dei passi indietro. Ed ecco che, nel caso dell’Inter, si è vista l’entrata in scena di Erick Thohir e dell’attuale famiglia Zhang.

Il calcio a livello mondiale è cambiato. Adesso la quadratura dei conti a bilancio è una regola base imposta dalla Uefa e il tanto nominato Fair Play Finanziario è stato inserito per evitare che si presentino spiacevoli imprevisti. Sono lontani i tempi in cui il presidente-tifoso, come lo è stato Massimo Moratti, prendeva i soldi dal proprio portafoglio e li investiva sui calciatori più forti sulla piazza, badando relativamente poco alle spese. Moratti ha senza dubbio costruito la storia del club, regalando ai tifosi interisti emozioni uniche. D’altra parte è colpevole della crisi che ha coinvolto il club negli ultimi anni post-Triplete. I presidenti che lo hanno sostituito hanno contribuito a ridurre gli enormi debiti societari, a discapito di una squadra che non veniva rafforzata come una volta. Tanti altri professionisti hanno cercato di contribuire alla causa Inter, dai vari allenatori ai dirigenti: Branca, Fassone, Bolingbroke…

LA NUOVA PROPRIETÀ PRENDE I MIGLIORI SULLA PIAZZA

Nel giorno del suo insediamento come presidente, Steven Zhang aveva risposto così alle domande riguardanti Marotta all’Inter: “Non c'è stato alcun contatto, niente di quello che si legge è vero. Non abbiamo mai fatto accordi, ma in futuro non si può sapere cosa accadrà, se dovessero esserci opportunità da cogliere, cercheremo di migliorare questa squadra dentro e fuori dal campo, a prescindere dai nomi".

L'opportunità si è presentata e non si è tardato a coglierla.

Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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