CR7 vs la Pulga: il duello infinito della Liga

Due modi diversi di esaltare i tifosi e di sbriciolare i record

di Luca Moser
Luca Moser
(3 articoli pubblicati)

Cristiano Ronaldo o Lionel (Leo) Messi, CR7 o “La Pulga”? Certo, più di qualcuno comincia a pensare che Mohamed Salah si stia issando lassù, alle quote vertiginose dove i due dioscuri del calcio hanno dettato la loro legge da un decennio a questa parte. Nell’esaltare le gesta dell’egiziano, torniamo un momento al titanico duello italo-spagnolo dei quarti di finale di Champions League– un thriller degno di Alfred Hitchcock per capovolgimenti di fronte e alternanza di sentimenti e uno spot straordinario per il calcio come fabbrica di emozioni e colpi di scena –, nel quale si è giocato anche un confronto, seppure a distanza, tra i due fenomeni che si sono spartiti in esclusiva, cinque volte a testa, le ultime dieci edizioni del Pallone d’Oro, scrivendo la storia del calcio contemporaneo. La rivalità tra questi due marziani, che si rispettano ma non si amano, non è attraversata dall’amicizia che unisce, per esempio, Roger Federer e Rafa Nadal, protagonisti della rivalità più longeva nella storia del tennis. Ma le differenze caratteriali, così come il fatto che giocano l’uno nel Real Madrid – squadra simbolo del lealismo verso la Corona spagnola – e l’altro nel Barcellona – squadra simbolo dell’indipendentismo catalano – aggiungono pepe alla loro rivalità. Trascinati dalle loro prodezze, la Casa Blanca e i Blaugrana hanno dominato la scena europea nell’ultimo decennio

Nel domandarci chi tra i due vada considerato più forte, a questo punto delle rispettive carriere, va considerato che nel corso degli anni le caratteristiche tecniche e la posizione in campo di Ronaldo e Messi si sono modificate. In generale, fino a tre-quattro anni fa una netta maggioranza dei commentatori assegnava la propria preferenza a Leo, in virtù della superiore capacità dell’argentino di inventare gol dal nulla con accelerazioni palla al piede inavvicinabili per chiunque altro, una capacità unica di costruire triangolazioni nello stretto e di concludere a rete o di mandare in rete un compagno. 

Oggi Messi rimane il giocatore più pericoloso al mondo se ha modo di prendere palla e di girarsi verso la porta negli ultimi 25 metri del proprio fonte offensivo. Ma va detto che CR7 ha di fatto cambiato posizione e ruolo. Pur continuando a partire spesso dall’esterno, oggi il portoghese gioca sempre più spesso da vera e propria punta centrale, posizione nella quale fa valere abilità di stoccatore che, per varietà e qualità delle soluzioni che lo portano al goal, ne fanno attualmente il più forte centravanti del mondo

Forse, l’evoluzione tecnico-tattica di CR7 è anche frutto del suo smisurato orgoglio e della sua enorme competitività: rifiutando di arrendersi alla superiorità di Messi, ha modificato il proprio ruolo in modo da valorizzare al meglio quelle caratteristiche nelle quali è superiore all’argentino: una maggior presenza fisica e acrobatica in area di rigore, che si traduce in numerosi goal di testa e in straordinarie conclusioni che uniscono tecnica e coordinazione, tra le quali ci resterà per sempre stampata nella memoria quella che gli ha procurato la standing ovation dello Juventus Stadium: un momento straordinario, un piccolo grande esempio della possibilità che anche lo sport, talvolta, possa contribuire a confermare la meravigliosa intuizione di Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo”.

Dunque, il dibattito su chi dei due sia più forte ha ancora molte pagine da scrivere. Leo ha raggiunto la maturità calcistica quando Pep Guardiola lo ha trasformato in falso nueve. È curioso che il termine italiano “vero” in spagnolo si possa tradurre in “real”: CR7 si sta oggi consacrando nel Real Madrid come un immenso real nueve. Che Dio li benedica, entrambi, e ce li conservi a lungo.

La fonte dell'articolo è l'autore Luca Moser

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