CR7 gli occhi della tigre a Torino

L'arrivo del campione portoghese in Italia porta con sé grande attenzione per ciò che CR7 è fuori e dentro al campo di gioco.

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(18 articoli pubblicati)
Juventus - Cristiano Ronaldo Day

Probabilmente in casa Juventus devono aver ripensato ad una nota pubblicità di qualche anno addietro che recitava "metti una tigre nel motore" ed essendo che in casa bianconera se si parla di automobili c'è solida esperienza quello che nei pressi di Corso Galileo Ferraris deve aver avuto rilevanza è  che a mancare fosse proprio la "zampata felina". Detto fatto ecco il colpo del secolo chiamato Cristiano Ronaldo; CR7 è l'emblema dello sportivo che possiede lo sguardo della tigre. Rispetto ai propri avversari il campione portoghese pare non accontentarsi mai né adagiarsi sugli allori cercando una nuova sfida a 33 anni.

Come noto i costi dell'operazione sono davvero notevoli e possono essere attenuati solo da una gestione lungimirante da parte della società torinese. La capacità di tramutare in oro gli effetti della cassa di risonanza mediatica (e non solo) di CR7 sono la chiave di lettura fondamentale per capire il senso economico di tale operazione. Il merchandising, le maggiori affluenze allo stadio, al museo ecc. sono introiti destinati ad aumentare e ripagare lo sforzo messo in atto.

Ma se questo è l'aspetto finanziario va ricordato che si sta parlando pur sempre di un calciatore e il giudizio principale va espresso su CR7 dentro al rettangolo di gioco (anche se spesso ormai nella nostra epoca così mediatica gli aspetti differenti si mescolano) ed è inequivocabile che simpatie a parte CR7 sia il calciatore che ( insieme a Messi) ha lasciato un segno indelebile nel nuovo millennio e che sia già entrato nella leggenda pur essendo ancora in attività infrangendo ogni record precedente. Cinque palloni d'oro non si vincono per caso e l'entusiasmo incontenibile esploso nei tifosi juventini è del tutto giustificato dal peso dell'acquisto di un fenomeno globale.

Basti pensare ai 120 goal segnati dal 2007 ad oggi in Champions Leauge da CR7 (tutta la Juventus è ferma a 102 sempre a partire da quell'anno). Si rende pertanto così chiaro  l'obiettivo della dirigenza juventina. La coppa dalle grandi orecchie è diventata una rincorsa ossessiva e per giungere finalmente alla meta agognata l'aver ingaggiato uno specialista nel settore certamente aiuta e non poco.  Discorso diverso è quello relativo al campionato italiano dove la squadra piemontese arriva da sette anni di dominio incontrastato; ma come sempre è giusto ricordare i trofei si vincono sul campo e non sotto l'ombrellone.

Cristiano Ronaldo è giocatore capace di spostare gli equilibri ma nemmeno uno come lui può vincere le partite da solo ed è per questo che sarà importante mantenere e rafforzare quella stabilità raggiunta con il lavoro quotidiano esteso nel tempo avendo  presente che si parte sempre dallo zero a zero e che la ferocia umile è un fattore decisivo per raggiungere i successi. 

Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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