CR7 bellezze, la Juve ha il proprio Re di Coppe

La rimonta avvenuta contro l'Atletico ha mostrato ulteriormente le qualità di leader del portoghese che vanno sommate a quelle tecniche

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(113 articoli pubblicati)
Juventus v Club de Atletico Madrid - UEF

Diceva Nietzsche che "bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante" ed è in questa atmosfera di "casino costruttivo" invocato anche alla vigilia della sfida all'Atletico da Max Allegri che  la Juve e CR7 hanno dato vita ad una delle serate più emozionanti della storia sportiva recente in casa bianconera e non solo.  Le "spalle larghe" del fuoriclasse portoghese hanno sorretto l'intero mondo juventino portandolo oltre l'ostacolo incarnando così in modo plastico il mito di Atlante. Il marziano con la maglia numero 7 sa come pochi essere nel posto giusto al momento giusto, dote questa che gli ha consentito di vincere così tanto e di risultare spesso decisivo per la propria squadra.

L'incredibile rimonta inflitta agli uomini di Simeone da parte della Juve è la classica apoteosi del collettivo sublimata dalla prestazione eccezionale del singolo. Le lacrime liberatorie di Georgina e del piccolo Cristiano Jr sono la testimonianza del carico di tensione che la serata dello Stadium portava con se. Quello che però ancora sorprende di CR7 è la capacità non solo di rimanere lucido di fronte ad un impresa quasi impossibile da compiere ma allo stesso tempo il fatto di saper tirar fuori una grandissima carica motivazionale da poter donare a tutti i suoi compagni. Le immagini del riscaldamento e all'interno del tunnel prima dell'inizio del secondo tempo sono la chiara immagine di cosa voglia dire "caricare alleggerendo" il prossimo; quel buffetto o pacca data ai propri compagni di squadra sta a significare proprio questo e cioè la concretezza di credere nell'impresa mantenendo però la testa "libera" da paure e dato che ad incoraggiarti è un calciatore dalla bacheca piena zeppa di trionfi è chiaro che tal gesto si carichi di un significato che va oltre la semplice apparenza.

Il percorso verso la finale è ancora lungo e tortuoso ma notti come quelle di martedì sono la vitamina migliore per fare il carico di energie e forze supplementari utili da qui a fine stagione. Andrea Agnelli e la dirigenza juventina in estate hanno puntato tutto sul portoghese perché era necessario trovare un "risolutore" per un determinato tipo di serate. Se Cristiano Ronaldo sia o no il migliore calciatore del mondo è domanda "scivolosa" dato che lo storico rivale Messi non smette di tenere il passo e forse proprio questo eterno dualismo ha finito e finirà per allungare la carriera ad entrambi perché Cristiano il perfezionista ha ancora molto da dare alla Storia del calcio. La tenacia e la determinazione mostrate in ogni singolo allenamento e partita unite alle qualità tecniche e fisiche fanno di CR7 un continuo e costante "upgrade" di se stesso perché ragionando per paradosso viene da dire che il portoghese odi perdere più di quanto ami vincere.

Juventus v Club de Atletico Madrid - UEF
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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