Cosa c’è dopo la fine della carriera di una fuoriclasse dello sport?

Investimenti sbagliati, ruoli dirigenziali inutili, molta tristezza: quando si spengono le luci della ribalta rimane spesso ben poco dei campioni osannati

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(359 articoli pubblicati)
UC Sampdoria v FC Internazionale - Serie

C'è vita in questo universo oltre alla nostra?  Cosa c'è dopo la fine dei nostri giorni?  Mi sono ricordato di chiudere la macchina?  A queste ed altre domande filosofiche spesso non c'è una risposta. Magari su Marte il Sabato sera c'è più vita,  ma ci sono  altre domande che ci interessa porci.

Per esempio, com'è l'esistenza di uno sportivo alla fine del suo percorso  che inizia da bambino e finisce verso il  trentacinquesimo/quarantesimo anno di età?

Di sicuro si conosce il "prima": risultati, sudore, fortuna, donne, social...magari in ordine sparso e  omettendo doping, situazioni scabrose, gente che ti si attacca addosso perchè hai la pecunia e sperando che le loro radici si attacchino come dei parassiti finché il sangue non viene estratto del tutto. Una vita fuori dal reale dove non decidi nulla, ma hai un manager che decide dove giocherai e  puoi anche pagare una intera comitiva di amici (come ha fatto Neymar) che di sicuro sono oltremodo sinceri  e non ti tradiranno mai, almeno fino a chiusura contratto.

Ma il dopo? Cosa accade quando le luci della ribalta, e anche quelle dei ribaltabili della auto, si spengono?  Chi penserà a questi poveri bamboccioni che erano stressati perchè facevano a vent'anni tre partite a settimana,  e potevano andare all'Hollywood a spaccarsi di alcool e  ogni tipo di sostanza illecita o demenziale?

Sono problemi.  Problemi seri, che hanno portato molti ex calciatori in rovina o addirittura al suicidio. Completamente impreparati alla vita  anche se vorrebbero fare i dirigenti nelle società che li hanno avuti in grembo. Società che però li conoscono, sanno che il loro quoziente intellettuale è pari a quello di un tagliaunghie di gomma, e che per manovrare milioni di euro (che non sono ne bruscolini, ne Bruscolotti sia chiaro) e distrarli alle tasse o alle casse sociali ci vogliono dei maneggioni non da poco: i famosi faccendieri.  

I più fortunati vengono eletti presidenti o vicepresidenti, senza però alcun portafoglio, tanto per gettare fumo negli occhi dei loro tifosi: sanno che  oltre a non sapere mettere in riga due pensieri senza un congiuntivo criminalizzato o un H dispersa chissà dove, senza accentare le e perchè pensano che la copula sia meglio del predicato verbale (la situazione in ogni caso è ..."grammatica"), non saprebbero mai guidare un qualcosa che vive  di plusvalenze, soldi virtuali, risultati assenti e contestazioni di curve che cercano di ricattarti.

Sono essi stessi una plusvalenza, di quelle che poi la magistratura si innervosisce e ti indaga, senza pietà e tu, spiazzato, a un certo punto ti dimetti dicendo che non ti hanno mai fatto fare nulla  in base alle tua capacità, che sfuggono ai più ma non a te.

Quelli meno fortunati invece  il giorno dopo il loro ritiro, spesso a luci completamente spente perchè non rassegnatisi al declino fisico anno giocato fino  al campionato del Buzikistan (che non so nemmeno che esista ma ha un suo perchè di certo), perdono tutti i loro investimenti, divorati da famelici affaristi che nel migliore dei casi fanno costruire case in località impossibili, con domotiche innovative che si basano su tecnologie per disabili di livello con Ok google per sordomuti.

Il tempo dei video social mentre sono in bagno o con la benzinaia di turno è  ormai passato, ai muscoli si sono sostituiti lardominali di un certo livello, la fluente chioma viene in poco tempo sostituita da una piazza intitolata "alla memoria" di non si sa cosa, perchè piano piano pure quest'ultima si è persa: della loro esistenza.

La tartaruga che rimane è la loro lentezza in un corpo pachidermico, lontano da quello asciutto di anni gloriosi: i selfie li fanno con i vicini di casa, possibilmente uzbeki, che pensano che Schillaci sia ancora il centravanti della nazionale.

Una tristezza unica e forse si...su Marte c'era molta più vita il sabato.

Ma questa è  un'altra storia!

Juventus Training Session
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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