Coppa Italia: una competizione da valorizzare ma non rivoluzionare

Riflessioni sull'evento che dalla prossima settimana vedrà l'ingresso delle big

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(25 articoli pubblicati)
Coppa Italia

Nella storia della competizione della Coppa Italia, le squadre vincitrici spesso facevano parte dell’élite del calcio italiano.  Tra le squadre che hanno alzato più volte il trofeo troviamo la Juventus, la Roma, l’Inter, la Fiorentina, la Lazio e il Milan. Tra le altre squadre troviamo giusto alcune sorprese: il Vicenza, che è l’outsider che più recentemente è riuscita a vincere la Coppa Italia (nella stagione 1996-97), il Venezia, che vinse nel 1940-41 e il Vado, che fu la prima squadra in assoluto ad alzare questa coppa. Se trovare notizie sul Vado risulta difficile visto che la sua vittoria risale al 1922, qualche notizia si può trovare sul Venezia e sul Vicenza. In quel Venezia giocava un certo Valentino Mazzola (proprio nel Venezia si fece conoscere prima di approdare al Torino e scrivere la storia del calcio col suo Grande Torino). Nel Vicenza del 96-97 il capitano era Giovanni Lopez e il vice-capitano Domenico Di Carlo, attuale allenatore del Chievo Verona. Inoltre era presente in rosa un giovane che risultò poco importante per il Vicenza (solo 3 presenze in tutta la stagione), ma che negli anni successivi si mise in mostra per alcune gaffe con la maglia dell’Inter e per aver sbagliato il rigore decisivo che avrebbe permesso al suo Camerun di qualificarsi ai Mondiali del 2006 (dopo aver rubato il pallone dalle mani di Eto’o): Pierre Wome.

DIFFERENZE CON ALTRE COPPE NAZIONALI
Di storie magiche e imprese storiche come queste, nelle coppe nazionali di altri paesi, ce ne sono parecchie. Ad esempio, in Inghilterra, scorrendo l’albo d’oro della FA Cup, troviamo squadre come Portsmouth e Wigan che hanno vinto la competizione rispettivamente nel 2008 e 2013. In Spagna, in mezzo alle innumerevoli vittorie del Barcellona e del Real Madrid troviamo la vittoria del Mallorca nel 2003. Le squadre che entrano nella storia della competizione non sono solo quelle che vincono. Per una squadra di terza, quarta o quinta categoria è già una vittoria affrontare certe squadre e giocare in certi palcoscenici. A causa di alcune differenze nel regolamento della Coppa Italia rispetto alle altre coppe nazionali, sono molte di più le favole delle squadre outsider negli altri paesi rispetto al nostro. In Italia ricordiamo le recenti imprese dell’Alessandria, che arrivò in Semifinale contro il Milan nel 2016, e il Pordenone,  che lo scorso anno arrivò agli Ottavi di Finale a San Siro contro l’Inter (venendo eliminato soltanto ai calci di rigore dalla compagine nerazzurra). Probabilmente più famoso sarà il nome di Wayne Shaw. Se questo nome è ancora nella mente degli sportivi dobbiamo farci qualche domanda sul ruolo dei social nel calcio e sulla risonanza mediatica della nostra Tim Cup. Wayne Shaw è quel portiere sovrappeso che pochi anni fa sedeva in panchina mangiando il suo panino mentre i suoi compagni del Sutton (quinta divisione inglese) affrontavano i campioni dell’Arsenal. 

PRESTIGIO 
La nostra Tim Cup è una competizione di prestigio, anche se probabilmente non siamo abbastanza abili ultimamente a pubblicizzarla e a metterla in evidenza. Non è assolutamente inferiore alle altre coppe nazionali ma spesso siamo noi stessi a snobbarla; se non siamo noi ci pensano gli allenatori di alcune grandi squadre di Serie A, che fanno spesso ampi turnover quando affrontano squadre inferiori.  La squadra che vince la competizione si guadagna l’accesso diretto all’Europa League dell’anno successivo. Un premio non da poco e che dovrebbe essere rincorso con le unghie e con i denti da tutte le squadre.

LA FORMULA VA CAMBIATA?
Ci si interroga se bisogna mettere mano al regolamento per dare più importanza alla coppa. In particolare i punti interrogativi riguardano l’ingresso delle big, ovvero delle prime 8 del campionato, soltanto dagli ottavi di finale in poi (ovvero dal quarto turno della competizione). Siamo sicuri che un cambiamento della formula possa servire a dare maggior lustro alla nostra coppa?

Wayne Shaw
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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